Il Tirreno

Lucca

Lucchese, la vittoria del carattere

di Luca Tronchetti
Lucchese, la vittoria del carattere

In gol con il solito Canalini i rossoneri difendono il vantaggio in dieci per 50’ ricacciando indietro la Spal

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LUCCA. La vittoria della maturità, del carattere, della volontà, del gruppo. Quella tipica delle formazioni destinate a lottare per vincere il campionato. La Lucchese contro la Real Spal - antica rivale dei bei tempi andati che nelle gare importanti riusciva sempre a beffare i colori rossoneri - ottiene tre punti al platino e vola solitaria (in attesa delle partite odierne di Mezzolara e Pistoiese) in testa alla classifica. Un successo mai messo in discussione nemmeno quando, a tre minuti dall’intervallo, l’arbitro caccia frettolosamente dal campo capitan Aliboni consentendo agli ospiti di giocare con l’uomo in più per tutta la ripresa. Ma nessuno se ne accorge. Perché i biancazzurri con uno stucchevole possesso palla non arrivano mai a tirare in porta e l’impenetrabile difesa rossonera guidata con il piglio di un veterano dal diciottenne Casapieri regge senza patemi l’urto dei blasonati avversari che palesano evidenti difetti di fabbricazione. Così basta il gol in avvio del sempre più sorprendente Canalini (quinto in tre partite, non male per uno che alla società costa il biglietto del treno Carrara-Lucca) per ottenere la quinta vittoria stagionale (terza consecutiva) e mantenere l’imbattibilità nei 90’ che dura dalla Coppa Italia.

Metamorfosi rossonera. Una squadra camaleontica quella guida dal «tedesco» Duccio Innocenti. Che sa cambiare pelle a seconda dell’avversario. Con la Spal ecco il 4-3-3 che non t’aspetti con Aliboni davanti alla difesa, Redomi a destra e Chianese a sinistra, gli esterni minorenni Pecchioli e Lima molto larghi e Canalini libero d’inventare al centro dell’attacco. Rispetto alle tre partite disputate al Porta Elisa cambia completamente l’approccio. Sarà per la presenza delle telecamere Rai, dei tanti osservatori di club professionistici, di un tifo caldo e unito in tutti i settori o di un avversario di spessore, la Lucchese parte con il piede giusto. Aggressiva e determinata sin dal fischio d’inizio. E persino fortunata nel sbloccare subito il risultato con «Re Mida» Canalini. Riceve palla dall’onnipresente Chianese e come un falco arpiona la sfera, porta a spasso Fiorini, Nodari e Calistri e dal limite scarica un destro rasoterra che s’infila nell’angolo destro. Lo stadio s’infiamma e il match cresce d’intensità. La Lucchese è padrona incontrastata e soltanto una maligna conclusione da fuori di Marchini scalda le mani all’attento Casapieri.

L’espulsione. La svolta al 42’. Il fiscalissimo Alfaré mostra il giallo per due volte nel giro di tre minuti a «diga» Aliboni. Lucchese in dieci, Spal che si frega le mani. Ma Innocenti non si scompone e nella ripresa propone un 4-4-1-1 con Chianese che va a fare il vice Aliboni. E lo fa talmente bene che nessuno si accorge dell’uomo in più degli estensi troppo Marchini-dipendenti e incapaci di giocate fluide con i terzini ancorati sulla loro trequarti terrorizzati dal falco Canalini. E quando il possesso palla continuato degli ospiti crea qualche imbarazzo ecco pronti Cipriani e Barretta a rilevare Pecchioli e Lima e rinforzare difesa e centrocampo con il duttile De Vita a fare l’esterno alto. La partita finisce lì. Il muro rossonero innalzato a protezione della porta regge senza affanno. Troppo leziosa, supponente e arruffona la Spal per impensierire Carli e compagni.

Capitolo mercato. Unico neo: la panchina corta. Con Brega out altri 15 giorni e Aliboni che salterà il derby con la Massese urge l’arrivo di un altro over. Consonni, 35 anni, è tra i papabili. Ma il dt Russo sa bene cosa serve per migliorare il giocattolo evitando di romperlo.

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