Soltanto 5 sconfitte in 90 anni di sfide con la squadra di Ferrara
LUCCA. La memoria può fare cilecca. E rileggendo la storia rossonera la Spal ricordata negli annali - assieme alla Triestina - come autentica «bestia nera» della Lucchese appare ridimensionata nei...
LUCCA. La memoria può fare cilecca. E rileggendo la storia rossonera la Spal ricordata negli annali - assieme alla Triestina - come autentica «bestia nera» della Lucchese appare ridimensionata nei numeri. Nei 20 scontri avvenuti tra il Campaccio e il Porta Elisa in 90 anni di duelli tra le due compagini gli estensi hanno collezionato 12 sconfitte, 4 pari e altrettante vittorie. Solo che i rovesci interni sono più vivi nella memoria dei tifosi perché tre dei quattro ko risalgono agli anni Settanta. Il più doloroso è quello della stagione 1972-73 quando la formazione guidata dal compianto Sergio Castelletti si trovò a lungo tempo in testa alla classifica. Il 22 aprile 1973 la Lucchese affrontò la Spal del cavalier Mazza in una gara decisiva per la serie B. Ai rossoneri serviva soltanto la vittoria per alimentare speranze di promozione. Invece al 4’ st un assist di Pezzato in area di rigore incoccia nel braccio sinistro del povero Zanella. L’arbitro, tra l’incredulità generale, assegna il rigore. L’undicesimo stagionale per la Spal. Che l’allora capitano Mongardi (prematuramente scomparso) realizza. Alla fine la formazione estense lascia il Porta Elisa a tarda sera. La contestazione infuria e qualche tifoso spacca i vetri del pullman della formazione emiliana. Per la Lucchese niente promozione e consiglio direttivo - allora presieduto dal commendator Vasco Vannucchi - che si dimette in blocco per protestare contro gli arbitri. Oltretutto nelle due stagioni precedenti - sempre in C - i rossoneri erano stati sconfitti dalla Spal al Porta Elisa per 1-0 (sempre su rigore) e 2-1. Ad alimentare la cabala negativa la storica partita del 12 marzo 1978 al comunale di Ferrara che terminò 2-2 (anche lì rigore inesistente per gli estensi) ed eliminò Cisco e compagni dalla lotta per la promozione.
Partite chiave. Nella storia più recente da registrare la vittoria rossonera al Porta Elisa in C1 (stagione 1987-88) che eliminò la Spal di Fabbri dalla corsa verso il secondo posto che all’epoca voleva dire promozione in B (era il 15 maggio e per la Lucchese segnò il primo gol Massimiliano Nardi, fratello di Francesco che attualmente indossa il rossonero) e quella datata 6 gennaio 2000 in C1 con Corrado Orrico in panchina e i rossoneri che scavalcano l’allora capolista Spal grazie a un 2-1 finale con reti di Lombardini e Colacone (su rigore). Ma l’ultima sfida è nel segno dell’amarezza. Risale all’11 maggio 2003. Nove anni fa i rossoneri di Jaconi vincendo in casa con la Spal avrebbero evitato i playout. A un quarto d’ora dalla fine vanno in vantaggio con Tony Carruezzo. Sembra fatta, ma al terzo minuto di recupero nell’ultimo tiro in porta della partita Tommaso Tatti, tamburino sardo proprio come il sardo Idini nel 1978, indovina l’angolino lontano e segna il gol della disperazione. Spal salva, Lucchese agli spareggi salvezza con l’Alzano. Il bomber contro i biancazzurri? Vinicio Viani (5 reti negli anni Trenta) e, a sorpresa, il brasiliano volante Fabio Binho Cribari (3 reti dal 2000 al 2002 in C1).
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