Sicurezza
Sassarini, il nuovo Sacchi dei dilettanti
Ha vinto in Prima e in Eccellenza: «Rossoneri super e il ds Russo valore aggiunto»
LUCCA. Domenica contro la Fortis Juventus ha sbagliato lui snaturando la squadra che sino a quel momento aveva preso un solo gol su rigore. Ma oggi al Porta Elisa contro una grande del campionato David Sassarini, classe 1971, spezzino di nascita, ma versiliese d’adozione, non vuol fallire. E ha preparato la sfida con estrema meticolosità. Mancheranno Pignatta (attaccante), Cintoi (difensore) e Mazzoli (mediano), ma con il rientro dell’esperto Braiati (preferito al giovane Massacesi) è pronto a vender cara la pelle. «Siamo una formazione elastica con una buona difesa» dice al telefono l’ex terzino sinistro che a 23 anni - proprio come Arrigo Sacchi, uno dei suoi tanti maestri - smise di giocare a calcio per diventare allenatore. Vent’anni di gavetta. Passando dalle giovanili (Juniores) dell’Entella, della Migliarinese e del Podenzana agli Allievi dello Spezia sino al calcio dilettantistico: Groppoli (campionato di Prima Categoria vinto), Podenzana e Lunezia (Promozione),Pietrasanta Marina e Pianese (Eccellenza). Proprio con la squadra di Piancastagnaio raccoglie i frutti del suo lavoro con la promozione record (81 punti con 64 gol fatti) in serie D. Dopo il quinto posto nella A dei dilettanti arriva la chiamata del Venezia dove viene esonerato nonostante la squadra in testa. «A Ferrara cerco la rivincita anche se abbiamo iniziato in ritardo la preparazione e la squadra non è ancora al top. Il programma è biennale». La Lucchese fa paura: «Se Brega e Chianese non ci saranno sarò più tranquillo. Sapete qual è il valore aggiunto dei rossoneri? Il dt Bruno Russo. Competente e lungimirante. È l’unica squadra di livello che schiera i migliori 95. Barretta lo avevo visto al torneo delle Regioni in Basilicata e lo volevo portare alla Spal, ma Russo mi ha anticipato. E dire che l’anno scorso gli ho fatto avere Fedato che a Venezia era chiuso. Un pari a Lucca? Le mie squadre giocano sempre per vincere. Se poi non ci riescono un punto è sempre meglio di zero».
Luca Tronchetti
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