Sicurezza
Parente, fratelli avversari in Arcanthea-Torino
Il derby in famiglia caratterizza il match in programma alle 18 al Palatagliate Il play biancorosso: «Loro sono una squadra super, noi siamo un grande gruppo»
LUCCA. Da una parte Davide, grande realizzatore e protagonista della promozione in Dna dell’Arcanthea, dall’altra Daniele, grandissimo difensore e giocatore da tante stagioni in A1 a Livorno e a Bologna.
Tra i tanti temi di una partita come quella di oggi con Torino (ore 18, Palatagliate) c’è pure quello della sfida tutta in famiglia tra i due Parente. Il nostro Davide, minore, e l’altro Daniele, il maggiore. Tra i due non è una prima assoluta, visto che già due anni fa – quando Davide giocava a Recanati ed era guidato anche allora da coach Russo – i due si erano incrociati con una vittoria per parte e il fattore campo pienamente rispettato, allora stavolta tra i due potrebbe esserci una sorta di spareggio con un buon numero di rappresentanti della famiglia Parente pronti a salire da Vasto fino al Palatagliate per assistere dal vivo alla sfida.
Davide, la scorsa settimana ha visto Torino in televisione contro Casalpusterlengo?
«Certo. Hanno perso e magari non saranno brillantissimi in questo periodo ma in tutti i ruoli hanno giocatori di primo livello. A detta di tutti sono la squadra favorita e non sarà una partita semplice».
Che effetto le farà giocare contro Daniele?
«Giochiamo entrambi da una vita eppure sarà soltanto la terza volta. Le altre due, due anni fa, io ero a Recanati e finì con un successo per parte. Daniele, insieme a mio padre, è stato il mio punto di riferimento come giocatore. Io crescevo e lui era in A1 a Livorno e alla Virtus Bologna. Trovarselo di fronte è sempre un’emozione grande. Ma durerà fino alla palla a due. Dopo sarà tutto differente».
Che tipo di rapporto avete fuori dal campo?
«Più che fratelli siamo due amici. Ci sentiamo spesso, se non ogni giorno, almeno ogni due, e ci scambiamo sempre le nostre impressioni. Parliamo molto».
Il più bel ricordo che ha condiviso con lui?
« Ce ne sono tanti ma se devo sceglierne uno è proprio l’abbraccio che ci siamo scambiati due anni fa prima dell’inizio della partita in cui ci siamo incontrati. Stesse emozioni, ma cambia il palcoscenico per una sfida molto difficile».
Quale potrà essere il contributo del Palatagliate?
«Lo abbiamo già visto contro Latina. Abbiamo un pubblico che sta crescendo e una tifoseria molto calda. Ammetto che se fossi un avversario inizierei a preoccuparmi sapendo di dover giocare a Lucca al Palatagliate».
Cosa dice invece della squadra?
«Se guardiamo alle date di nascita verrebbe da dire che siamo pieni di giovani, ma non è così. Alcuni, come Bottioni e Sorrentino, sono stati protagonisti in Dnb, poi c’è Negri che addirittura ha già vinto la Dna. Il tutto condito da giocatori di assoluto spessore come Banti e Santarossa».
Le sue impressioni dopo le prime giornate?
«Non ho ancora visto tutte le squadre e non so come giochino. Ma so bene che vedere squadre che giocano bene in questo momento della stagione è poco attendibile. Lo scorso anno eravamo molto fluidi in attacco mentre in difesa ogni tanto avevamo qualche lacuna. Quest’anno per certi versi siamo l’esatto opposto. Ma sta nel gruppo la chiave della nostra forza. Ci fidiamo gli uni degli altri».
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