Il dolore
Brega non si allena, Chianese si ferma
Contro la Spal formazione in alto mare. Lazzini riparte dal Ponsacco (Seconda)
LUCCA. Brega non si è allenato per un problema muscolare in un altro punto del ginocchio diverso dal precedente infortunio. Stop fino a domani e quasi sicuramente non sarà rischiato nel big-match contro la Spal. Vedremo se Innocenti lo porterà in panchina. Anche se Canalini, quattro reti in due partite, è in stato di grazia. Si è fermato anche Chianese per una fitta all'inguine della coscia destra. Le sue condizioni verranno valutate oggi. Innocenti dovrà sostituire lo squalificato Gatto (un turno come il vice allenatore Oliviero Di Stefano), viste le indisponibilità di Del Giudice e quasi sicuramente di Pecchioli. Cipriani è il favorito. In alternativa Barretta terzino destro e l'avanzamento di De Vita a centrocampo.
Quì Ferrara. Mister David Sassarini ripresenterà il 4-2-3-1 che aveva ben impressionato ad inizio stagione. Sicuri assenti lo squalificato terzino Cintoi (ex Cuneo e Spezia) e l’infortunato attaccante Pignatta (un argentino classe 1980). Mazzoli, lungodegente, ha chiesto alla società di non pagargli i 1500 euro di stipendio. Rispetto al match contro la Fortis Juventus probabile il ritorno dell’ex Pisa e Vicenza, Edoardo Braiati che potrebbe rilevare Massacesi o Marcolini.
Mister Lazzini. Della serie nel calcio non contano i risultati e non basta essere degli allenatori bravi, seri e vincenti. Giacomo Lazzini, ex allenatore della Lucchese dei record in Eccellenza (81 punti), riparte dalla Seconda categoria al Ponsacco, nobile decaduta che proverà a risalire la china. «Non ce la facevo più a stare fermo ed ho accettato questo progetto, adesso penso a vincere e poi vedremo, del resto non mi avevo cercato nessuno. Certo se penso che l'anno scorso ho stravinto l'Eccellenza e l'anno prima ero in D mi prende molto male. Il calcio sa essere anche spietato». L’augurio a Lazzini di vincere il campionato e di rientrare al più presto nella A dei dilettanti. Una bella persona che tifosi e cronisti non dimenticano.
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