Sicurezza
Canalini costa l’abbonamento del treno
Il super cannoniere della Lucchese con 4 reti in 180 minuti pagato con il rimborso spese per la tratta Carrara-Lucca
LUCCA. Il goleador della Lucchese costa quanto un abbonamento del treno. Giacomo Canalini, 22 anni, 4 gol in 180 minuti, il mattatore delle ultime due vittorie rossonere, gioca e segna praticamente gratis. Niente contratto, solo un rimborso spese per il biglietto Carrara-Lucca. «Ho deciso questo accordo con la società, perché dopo due anni e mezzo senza giocare non mi sembrava giusto pretendere un contratto. – confessa l'attaccante di Carrara - La Lucchese mi ha dato un’opportunità di rilancio e per esserci rinuncio anche allo stipendio. Questa è una grande piazza. Per ora ho un rimborso del treno che prendo spesso con Aliboni, entrambi abitiamo a Marinella di Sarzana. Poi vedremo più avanti quando avrò recuperato al 100%». Una scommessa già vinta dal diesse Bruno Russo che ha fatto ricredere anche i più scettici. Canalini ha risposto sul campo. Una doppietta contro il Forcoli, magari un po' fortunosa ma con il fiuto del goleador, un'altra doppietta (splendido il secondo gol) nel 4-0 con cui la squadra di Innocenti ha travolto il Rosignano conquistando in un solo colpo la prima vittoria al Porta Elisa e il primato in coabitazione con Pistoiese e Mezzolara. Quattro gol e un gesto d'altri tempi che dovrebbe essere da esempio per i calciatori più giovani troppo viziati e che guadagnano stipendi da capogiro. «Il mio idolo è Totò Di Natale» dice la mezzapunta rossonera con il suo tono di voce calmo e pacato. Quasi in contraddizione col suo moto perpetuo in campo. «Quando gioco, anche se fossero venti minuti, devo sempre avere il piede sul gas. Il secondo gol col Rosignano? Uno dei più belli della mia carriera». “Speedy” Canalini era una promessa del vivaio del Torino. «Ho sempre sognato di fare il calciatore, ho sospeso gli studi alle superiori e non ho mai fatto altri lavori, anche se ora mio padre mi ha intestato la nostra azienda di lavorazione del marmo, sponsor della prima squadra dove ho iniziato a dare i primi calci, il Perticata. C'era anche mio fratello che ora gioca nei dilettanti in Val d'Aosta. Poi sono andato alla Carrarese, Empoli e Fiorentina, che fallisce e sono passato alla Lucchese. A 13 anni mi ha preso il Torino arrivando fino agli Allievi Nazionali. Poi, a quasi 16 anni, dovevo andare al Newcastle, ma per problemi burocratici è saltato tutto e sono finito al Modena in Primavera (10 gol ndr) e Piacenza dove mi allenavo con la prima squadra». Nella stagione 2009-2010 il Torino lo ha girato in prestito alla Colligiana prima di un grave infortunio che ha interrotto la carriera. «Avevo 20 anni ed è stata la mia prima esperienza da professionista. In un torneo estivo il ginocchio mi ha girato e sono stati due anni e mezzo da incubo. Ma non mi è mai balenata la voglia di smettere dopo il lungo stop, prima mi sono allenato da solo e poi ecco l'occasione della vita: la Lucchese. Merita ben altre categorie. Siamo primi e cercheremo di rimanerci anche se siamo appena all'inizio».
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