Il Tirreno

Lucca

L’ALLENATORE AVVERSARIO

Lazzerini dopo 25 anni torna sul luogo del delitto

di Luca Tronchetti
Lazzerini dopo 25 anni torna sul luogo del delitto

Mezz’ora con la maglia rossonera poi il crac al crociato destro che interruppe la carriera

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LUCCA. Una meteora per il popolo rossonero. Eppure Gabriele Lazzerini, classe 1965, difensore centrale di belle speranze quando nella stagione 1987-88 il tandem Pino Vitale-Renzo Melani lo portarono a Lucca dalla Rondinella Marzocco, non dimentica il Porta Elisa e quella tifoseria che non ha potuto apprezzarlo. Tutta colpa di un infortunio. Un gravissimo infortunio per l’epoca: rottura dei legamenti crociati del ginocchio destro e del menisco. Intervento chirurgico, 14 mesi di stop, fine del sogno e probabilmente di una brillante carriera. Perché da quell’incidente occorsogli dopo venti minuti dall’inizio della prima partita di campionato (Lucchese-Pavia 1-0) non ha più disputato un incontro in C1. Tanta C2 (Ravenna, Castel di Sangro, Civitanovese, Vis Pesaro) e serie D, ma il calcio vero è rimasto un ricordo sbiadito. Venticinque anni dopo Lazzerini torna sul luogo del delitto: al Porta Elisa. Lo fa in veste di allenatore del Rosignano pronto a battersi con i denti e con le unghie per strappare un risultato di prestigio e interrompere la serie nera (due ko di fila con Massese e Spal). Non ha vendette da consumare Lazzerini. Soltanto rimpianti: per quello che poteva essere e non è stato: «Contro il destino non c’è niente da fare. Ero capitato in una società modello con un progetto importante e una tifoseria competente e appassionata. Purtroppo alla prima di campionato in uno scontro con Massara dopo 20’ il ginocchio destro fece crac. Provai a restare in campo altri 10’, ma aggravai la situazione. La diagnosi fu terribile e quella stagione andò perduta». Sapete chi entrò al posto di Lazzerini? Carlo Pascucci, pilastro della Lucchese del mito. Anche quello un segno del destino. Abbandonati i ricordi il tecnico di Cascina guarda con fiducia alla sfida odierna. Manca Mattia Brondi (18 anni, ex Pisa Sc) e probabilmente giocherà Sandri al suo posto. «Vediamo. - attacca il tecnico del Rosignano Sei Rose - Ho giocatori duttili e sono certo che la squadra risponderà sul campo alle difficoltà. Il modulo? 3-4-3 o 4-3-1-2. Soltanto all’ultimo momento scioglierò i dubbi che mi restano. Di sicuro non faremo le barricate. Non ne siamo capaci. Le nostre caratteristiche? Non molliamo mai. Contro la Massese abbiamo perso negli ultimi minuti e con noi la Spal è stata molto fortunata (due tiri, due gol). Chi temo nella Lucchese? Brega, l’ho avuto come giocatore: è devastante in categoria. Se non gioca siamo più tranquilli».

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