Il Tirreno

Lucca

Rossoneri, buona la prima con 5 under 18 in campo

di Luca Tronchetti
Rossoneri, buona la prima con 5 under 18 in campo

Russo e Giannecchini: «I ragazzi devono crescere con il lavoro e l’aiuto del tifo» Innocenti se accetta è il tecnico della D, altrimenti c’è Bacci che ieri era in tribuna

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Inutile girarci intorno. Il derby di Coppa contro il Camaiore rappresentava un banco di prova molto importante per il futuro della Lucchese. Quanto accaduto da aprile ad oggi - l’addio a Lazzini e all’80% della rosa che aveva dominato l’Eccellenza, il «rifiuto» all’ultimo tuffo di Pagliuca, l’esonero a Ferragosto di Luciano Bruni (unico caso nella storia rossonera di un tecnico rimosso ancor prima d’iniziare la stagione visto che Walter Nicoletti fu costretto alle dimissioni dai «capitori» legati a Fouzi Hadj) - ha creato malumori e mal di pancia in una parte di tifoseria ipercritica (specie quella che allo stadio non viene perché siamo in D o in Eccellenza). A Camaiore la banda di minorenni (i diciottenni Casapieri e Gatto e i diciassettenni Del Giudice, Lima e Pecchioli) supportata da over di qualità e forza (Aliboni, Redomi, Carli, Angeli e Brega) ha battuto una formazione giovane, ma avvezza alla categoria e che ci teneva a ben figurare contro i rossoneri. Una boccata d’ottimismo e di fiducia che fa bene al gruppo e stempera gli animi. I giovani, è noto, vanno aspettati. E in D non possono essere dei fenomeni. Altrimenti li prenderebbe subito la Juve, l’Inter o il Milan. A Camaiore hanno fatto ottime cose alternandole a errori marchiani. Ma lo si sapeva dall’inizio. E la società, d’accordo con il direttore dell’area tecnica Bruno Russo, ha sposato la linea verde. L’unica in grado di pagare a gioco lungo. Il modello di riferimento dev’essere l’Empoli. Altrimenti sono pronti a fare un solo boccone della Lucchese e della sua storia la miriade di avventurieri, bancarottieri, indagati, condannati, millantatori e il caravanserraglio di personaggi che animano un mondo malato e al collasso come quello «pedatorio».

L’allenatore. Certo, inutile nascondere che la questione allenatore tiene banco tra i tifosi. Premesso che l’ipotesi sognata di Giancarlo Favarin è sfumata prima del nascere (il nostro ha firmato per il Matera) e che quella Cristiano Bacci - ex tecnico esonerato di Entella e Derthona - non ci sembra il toccasana, l’impressione è che un allenatore la Lucchese l’abbia già in casa. Si chiama Duccio Innocenti, è stato un ottimo difensore che in B con la maglia rossonera ha spiccato il volo per la serie A giocando a Bari e Bergamo. Un ragazzo serio, scrupoloso, metodico, diligente. Un «tedesco». È vero, non ha esperienza. Ma perché Stramaccioni prima di allenare l’Inter quale squadra di club ha guidato? E Dionigi, oggi in B con la Reggina? Oltretutto il «giovanotto» non è solo. La supervisione di Bruno Russo che, inutile nasconderlo, vuol fare il manager alla Ferguson e i consigli preziosi di Oliviero Di Stefano integrato nel progetto attraverso la guida della Juniores, sono preziosi per chi vuol intraprendere la carriera di allenatore. Un’occasione da prendere al volo. Innocenti titubante? È comprensibile e umano. Ma - ad oggi - è la soluzione migliore, la più indolore.

Lavoro. Giannecchini e Russo al termine del match con il Camaiore parlano all’unisono: «Lavoro, lavoro, lavoro. Questo è il nostro diktat. I ragazzi ci mettono il massimo impegno e se sentono il calore dei tifosi renderanno ancora di più. L’atteggiamento della squadra è stato quello giusto: non abbiamo subito gol e tutti hanno dato il 100%».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web