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Si chiama serie D ma questo girone ricorda la gloriosa C
Lucchese nel raggruppamento con toscane ed emiliane ritrova la Spal e pensa già ai derby con Pistoiese e Massese
LUCCA. La Lucchese è stata inserita nel girone tosco-emiliano di serie D, con le corazzate Pistoiese e Spal e la Massese, un'altra nobile decaduta.
Un raggrupamento a 18 squadre, dieci emiliane-romagnole (prima volta per i rossoneri in D) e otto toscane, tutte quelle del versante tirrenico più la Fortis Juventus di Borgo San Lorenzo. Quasi una serie C per il blasone di alcune squadre rappresentative di capoluoghi di provincia.
Lunedì 13 saranno ufficializzati i calendari del campionato che scatterà il 2 settembre con fischio d'inizio alle 15. Confermate dunque le anticipazioni della vigilia.
La serie D che cambia anche stavolta, persino l'impostazione che voleva gironi che abbracciassero tre regioni, mentre stavolta solo due. Torna la sfida con la Pistoiese, mentre la Spal riporta alla mente l'epica trasferta del 1978 con l'esodo dei 6mila tifosi lucchesi (finì 2-2 tra le polemiche, gli estensi poi volarono in B). C'è anche l'Atletico Piacenza che però non è l'erede del Piacenza, ma l'ex Bettolaponte. In totale i tifosi rossoneri dovranno sciropparsi oltre 2200 chilometri.
Trasferte vicine a Camaiore, Forcoli, Massa, San Miniato e Pistoia. Le più lontane? Riccione, Piacenza e Ferrara.
Ambizioni. Un girone impegnativo, almeno sulla carta. Se la Pistoiese grandi firme (Anzalone, Gambadori, Lazzaro) si presenta al via tra le favorite, la Massese non sembra al momento competitiva e la Spal, ammessa in sovrannumero dopo l'esclusione dalla Lega Pro, è un cantiere aperto.
Ecco che la Lucchese ha le carte in regola per disputare un campionato di vertice col doppio obiettivo di valorizzare i giovani e provare a centrare la promozione in Seconda Divisione, soprattutto tenendo in prospettiva di un ritorno nel calcio professionistico che comporterà un impegno finanziario molto più oneroso.
Ecco perché la città e i tifosi sono chiamati a ripagare una società che ha costruito una squadra di valore con gli ultimi innesti di Guadalupi e Coco, con un organico che è un mix interessante di esperti e giovani. Un investimento importante che è andato oltre il budget iniziale (si parla di 700-800mila euro). Giannecchini e soci stanno facendo i passi giusti per garantire un futuro stabile al calcio rossonero e riportarlo nelle categorie più prestigiose. Una risposta significativa e importante dovrà arrivare dagli abbonamenti che oltre ad essere un atto di fedeltà e contribuire ad aiutare la società rossonera, consente un risparmio considerevole (in gradinata meno di 15 euro al mese). Obiettivo almeno 500 tessere.
Il patron. Soddisfatto il presidente Nicola Giannecchini. «Tanti i match importanti e squadre con un passato glorioso. A scorrere l'elenco delle non sembra nemmeno di esserer in serie D. Non so se ci immaginavamo un girone diverso, di certo siamo convinti della bontà del nostro progetto e viste le squadre crescono gli stimoli ed anche i tifosi mi auguro siano ancora più vicini ed entusiasti alla squadra. Pensare di andare a Ferrara o a Piacenza è un motivo in più rispetto per seguirci con calore». Il diesse Bruno Russo non si scompone. «Il girone? Me lo aspettavo così e sarà combattuto, con sfide di richiamo. Ai tifosi dico che la Lucchese sarà protagonista, poi il campionato dipenderà da tanti fattori».
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