Il Tirreno

Lucca

Giordano, diciassette anni e il gol nel Dna

di Michele Citarella
Giordano, diciassette anni e il gol nel Dna

Il giovane attaccante che la Lucchese ha prelevato dal Tau Calcio vuole confermare le sue doti anche in rossonero

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «Oggi entra con voi un piccolo italiano nato a Reggio Calabria, a più di 500 miglia di qua. Vogliate bene al vostro fratello, venuto da lontano». Per chi conosce i classici della letteratura italiana, queste sono le parole dette in “Cuore” di De Amicis dal maestro Perboni quando presenta alla classe il ragazzo venuto dalla Calabria.

Domenico Giordano, classe 1995, nel momento in cui si è presentato ai nuovi compagni di squadra della Lucchese ed ha iniziato a conoscere l'ambiente, il tecnico e i dirigenti, non ha certamente avuto bisogno delle presentazioni e non ha avuto alcuna difficoltà a farsi voler bene dai compagni.

Per il diciassettenne centravanti rossonero - volto da bravo ragazzo fuori dal campo, eppure visto e rapido in area di rigore - le vacanze sono durante molto poco.

Finita la scuola, è rimasto ad allenarsi ad Altopascio con il Tau Calcio di Paolo Baldi per affrontare le fasi nazionali del campionato Allievi, vincendo poi il titolo nazionale nella finale contro il Savio Roma.

Appena tre settimane dopo, eccolo nuovamente a Lucca per partire in ritiro con i rossoneri.

Chi dice che la vita da calciatore è soltanto bella e in grado di regalare soltanto soddisfazioni, deve conoscere la storia di questo centravanti che all'età di 14 anni ha lasciato famiglia, amici e la Polisportiva Cadona, società giovanile della sua città natale, per essere ingaggiato dal Siena che lo ha ceduto al Tau al termine della stagione 2009 – 2010.

Ad Altopascio, Giordano non vive solo di calcio, anche se il suo obiettivo è da tanto tempo quello di fare il calciatore professionista, ma continua a frequentare la scuola, iscrivendosi all'Ipsia di Pescia, raggiungendo con profitto il quarto anno delle superiori.

Per questo anno alla Lucchese, Giordano ha un obiettivo: confermare le sue grandi capacità in fase realizzativa e di trasformare in oro, cioè in gol, tutto quello che gli capita in area di rigore avversaria.

«Sono comunque ben consapevole – dichiara- che il calcio giovanile è finito e non sarà facile confrontarsi con difensori avversari esperti e fisicamente piazzati». Unico suo cruccio, sul quale spera di migliorare in questa stagione, è il piede sinistro. Giordano ci scherza su:

«Con il mancino ho qualche difficoltà, spero di migliorare anche in questo e di segnare non soltanto con il destro».

Per ottenere questo, sarà importante proseguire con una buona preparazione, per scongiurare infortuni che ne potrebbero condizionare il rendimento.

«Lo scorso anno ho segnato con gli allievi 17 reti in 22 gare di campionato. Poteva andare peggio, visto che ho rischiato di stare fermo a lungo a causa dell'infortunio ai legamenti del perone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web