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Paolo Baldi, il maestro dei giovani calciatori

Paolo Baldi, il maestro dei giovani calciatori

Il tecnico degli allievi campioni d’Italia si confessa: «A questo punto potrei smettere di allenare»

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ALTOPASCIO. Paolo Baldi, il mister che ha condotto gli Allievi 1995 del Tau Calcio alla vittoria del titolo nazionale, potrebbe smettere.

«Credo proprio di sì - dice - già alcune volte ho voluto dire basta, ma poi non ce l'ho fatta ed ho ricominciato. Gli anni passano e stavolta potrebbe essere la volta giusta».

Lo sa che tanti la vorrebbero ancora in pista? Dirà “No grazie” anche ad altre proposte? «Valuterò altri incarichi che sono meno impegnativi. Un ruolo come responsabile di area tecnica o di consulente e osservatore potrei accettarlo».

Durante questi anni di panchine sulle squadre giovanili, quali i successi che ricorda con maggiore soddisfazione?

«A Lucca sono stato benissimo, mentre questo titolo di campione d'Italia con il Tau Calcio è sicuramente il livello più alto che abbiamo mai raggiunto. Il titolo regionale ottenuto con i ragazzi del 1985 con gli Allievi del Margine Coperta (era la stagione 2001-2002) sommato a quello del 1999 e del 2004 sono stati un segnale di continuità».

Durante la serata di festa in piazza Aldo Moro ad Altopascio, lei è stato acclamato da tutti, ma soprattutto dai suoi giocatori che hanno intonato anche “Baldi come Mourinho”. Perchè Paolo Baldi è così amato dai calciatori che ha allenato?

«Penso che mi vogliono bene perché anzitutto sono io che voglio un mondo di bene a loro. Ad eccezione dell'aspetto tattico, voglio un mondo di bene a tutti i giovani che ho allenato, voglio trasmettere loro stile di vita, educazione, motivazioni e consigli utili. Il tutto, attraverso gli allenamenti e il gioco del calcio. La gioia più grande è quella di ricevere visite o telefonate di calciatori allenati dopo tanti anni».

Come si gestisce un gruppo che vuole vincere e dove i suoi membri puntato al miglior calcio regionale oppure al professionismo? “Al di là delle loro ambizioni sportive, sono ragazzi validi e con la testa apposto. Prima di ogni anno ci siamo dati un regolamento interno; lo abbiamo sempre rispettato».

Tra i componenti della sua rosa, ci sono giocatori che le hanno dato particolari soddisfazioni di crescita dal punto di vista calcistico? Oppure ragazzi che hanno bene incarnato lo spirito che vuole trasmettere alla squadra?

«Gran bella domanda. Sono soddisfatto di tutti, ma seguendo la domanda direi che sia doveroso citare il terzino Lorenzo Centi e il centrocampista Giovanni Caputo. Non hanno mai alzato la voce, hanno iniziato la stagione facendo poche presenze pur allenandosi con intensità. Nel girone di ritorno sono stati poi chiamati in causa ed hanno fatto benissimo nei rispettivi ruoli. Encomiabili»

Michele Citarella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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