Sicurezza
Il Castelvecchio di Compito chiude «Con la crisi nessuno più ci aiuta»
LUCCA. Dopo anni sette anni di soddisfazioni e di salti in avanti dalla terza alla prima, il Castelvecchio di Compito annuncia la fine dell’attività calcistica, almeno per il momento. A parlare è...
LUCCA. Dopo anni sette anni di soddisfazioni e di salti in avanti dalla terza alla prima, il Castelvecchio di Compito annuncia la fine dell’attività calcistica, almeno per il momento. A parlare è Sandro Marcheschi, una delle anime della società e direttore sportivo : «La crisi economica, le difficoltà in cui si trovano le aziende e gli esercizi commerciali di molti di coloro che ci aiutavano, non ci permettono di andare avanti. Inutile esporsi e tentare imprese folli».
Inizialmente si era pensato di portare avanti la categoria con zero spese e rimborsi simbolici ai giocatori. Ma anche questa ipotesi, adottata con successo da altre società in seconda categoria, non è praticabile.
Marcheschi ne spiega i motivi: «Castelvecchio è un paese piuttosto lontano dai centri abitati e dai quartieri popolati; pochi sono i ragazzi del posto che giocano al calcio ed è quindi assurdo chiedere a ragazzi della periferia di Lucca o di Capannori di venire a giocare gratis fino a Castelvecchio. Quartieri come Sant’Anna San Marco o San Concordio, possono permettersi di trovare gente del posto che abita distante dal campo poche centinaia di metri, non Castelvecchio».
Il parco giocatori della società azzurra era invidiabile e si è scatenata la caccia ad alcuni di questi. Luigi Madda, regista di centrocampo, dovrebbe passare all’Orentano, dove dovrebbe accasarsi anche il fratello ed attaccante Gianluca.
Per il fantasista Giacomo Pedonesi si è scatenata una vera e propria caccia: diverse squadre di promozione e prima categoria sono decise ad ottenere le sue prestazioni. Anche il DS Marcheschi è richiestissimo e potrebbe diventare il nuovo direttore sportivo del Bagni di Lucca.
Per salvare il calcio a Castelvecchio resta un gruppo di volontari ancora desiderosa di continuare e di creare una società di terza categoria che prenderà parte al campionato di terza categoria. Anche nell’ultima categoria Figc ci sono delle scadenze economiche a cui dover far fronte, oltre alla necessità di gestire l’impianto del paese.
Nelle prossime settimane si valuteranno le forze e la disponibilità di alcuni giocatori, senza pensare a particolari risultati sportivi.
Michele Citarella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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