Il Tirreno

Lucca

Un metro di campo per continuare il sogno

Per autofinanziarsi e iscriversi ancora all’Eccellenza il Lammari mette in vendita porzioni di terreno

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LAMMARI. Per cercare di sopravvivere alla crisi economica e di iscriversi al campionato di Eccellenza il Lammari 1986, reduce dal miglior piazzamento della sua recente storia calcistica (playoff), la dirigenza vende il terreno di gioco. 25 euro ogni metro di campo. Che moltiplicati per i seimila pezzi che compongono il rettangolo verde fanno 150mila euro che entrerebbero nelle casse sociali garantendo a lungo un futuro per il club gialloblù. Che, tra l’altro, spera nella promozione in A del Varese. Il motivo? Il responsabile del settore giovanile «Toro» Andreini, che nell’ultima stagione da calciatore militò proprio a Lammari, ha promesso che in caso di vittoria del campionato il club lombardo pagherà al Lammari la tassa d’iscrizione al campionato di Eccellenza. Inoltre la formazione gialloblù ha ceduto ai tigrotti del Varese il difensore Benedetti, nipote di Silvano ex calciatore di serie A e della nazionale under 21.

La delusione. Nel clan del presidente Massimo Quilici e del diesse Vittorio Andreoni c’è grande delusione per le tante promesse mai mantenute. A due mesi dall’inizio dei lavori delle tribune ai Laghetti con l’allestimento di pannelli fotovoltaici c’è stato l’altolà dello Stato e il progetto finanziato dalla Regione si è arenato. E Andreoni se la prende anche con il comune di Capannori: «Siamo la formazione del territorio più rappresentativa in virtù della categoria e al di là delle tante promesse l’amministrazione per il momento non ha mosso un dito per aiutarci. Prima del derby con l’Fc Lucca i politici hanno sprecato fiumi d’inchiostro per rimarcare l’impegno nel sostenere la nostra formazione. Poi, spenti i riflettori, non abbiamo ricevuto un euro».

L’iniziativa. «Un metro di campo per continuare il sogno - prosegue il ds Andreoni - ad oggi ha avuto qualche riscontro, ma il battage pubblicitario è stato modestro. Oltre al sottoscritto ci vorrebbero una decina di persone disposte a fare una sorta di porta a porta per spiegare la nostra idea. Un pezzo di terreno di proprietà con tanto di attestato rilasciato con nome e cognome e punto esatto del campo. Alla fine realizzeremo un plastico e un enorme tabellone su cui saranno indicati i nomi degli aderenti e il punto esatto (dischetto, area di rigore, linea di fondocampo, calcio d’angolo ecc.) della parte del terreno comprata e dedicata magari a un parente o un amico scomparso. Un’iniziativa per cercare di combattere la crisi che minaccia il calcio dilettantistico». (l.t.)

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