Sicurezza
Quando il canestro può servire a vincere la paura
Mirandola senza palestra, giocatori con le case lesionate Ma la squadra vuole la finale promozione con l’Arcanthea
LUCCA. Si può giocare a basket, tornare in palestra, allenarsi, cercare la via del canestro, lottare al rimbalzo con il pensiero della casa distrutta, della vita in roulotte? Con l’incubo di nuove scosse, con la preoccupazione per i propri cari, con lo sguardo che non scorge altro che macerie e distruzione?
Chissà se se la sentiranno Walter Montanari e Riccardo Galeotti, due dei giocatori del Mirandola – avversaria dell’Arcanthea nella finale promozione di Dnb che da calendario dovrebbe cominciare domenica – che hanno avuto le abitazioni lesionate e rese inagibili dal terremoto che ha colpito l’Emilia. Chissà con quale spirito il friulano Michele Venturelli, rientrato a casa dopo le forti scosse, si rimetterà in macchina, per tornare a Poggio Rusco o comunque a Viadana dove, grazie alla collaborazione della società di rugby e del Comune è stata trovata una palestra per riprendere gli allenamenti oltre ad alcuni appartamenti.
La Dinamica Generale Mirandola ha dimostrato di essere più forte anche del terremoto che ha cambiato la vita in Emilia: dopo le prime tremendi scosse è tornata due volte sul parquet e in semifinale ha fatto fuori Castellanza. Ma stavolta è diverso, stavolta il ritorno del sisma è stato devastante.
Palasport inagibile. Il palasport di Poggio Rusco è inagibile, è caduta una parte della controsoffittatura e si temono nuovi crolli. Impensabile in questa fase di emergenza – dove c’è da utilizzare tutte le risorse disponibili per garantire la sicurezza degli abitanti – chiedere al Comune di intervenire con urgenza per rimettere a posto la struttura. Ci stanno provando un manipolo di persone appassionate, ma non è certo che si faccia in tempo per il giorno della gara.
«Gli impianti che non hanno dato problemi - spiega Claudio Pavarotti, direttore sportivo della Dinamica Generale Mirandola – sono a disposizione della Protezione civile per le necessità della popolazione. Qui la situazione è davvero tragica, è difficile parlare di sport, di basket, di fronte a tragedie di questo tipo».
Il cambio di sede. La squadra si trova in una situazione singolare: 7-8 anni fa la gestione del club di Mirandola fu rilevata da personaggi del vicino comune di Poggio Rusco, compreso lo sponsor e si decise di giocare le partite proprio nel palasport della cittadina che si trova in provincia di Mantova. Da quel momento però è stato impossibile trasferire anche la sede sociale del club, che resta a Mirandola, in Emilia. Di fatto le carte federali non consentono questo particolare cambio di regione. Ecco perché la Dinamica Generale non gioca le partite casalinghe a Mirandola ma a Poggio Rusco.
«Al di là di questo aspetto - aggiunge Pavarotti – viviamo veramente in una situazione difficile. La gioia immensa per aver raggiunto la finale è andata sotto i tacchi di fronte a una calamità del genere. L’unica medicina per noi adesso è tornare in palestra dove questo gruppo stupendo possa riprendere gli allenamenti».
La terra trema ancora. Pavarotti parla dal giardino di casa, di fronte alla tenda dove passa la notte dopo le crepe che si sono aperte nella sua abitazione di Moglia, nel mantovano.
«Dalla mattina ci sono state decine di piccole scosse - racconta - io ho l’ufficio in casa e quando provo a entrare sto con le orecchie dritte, la paura è tanta».
Le date delle finali. Tra le tante telefonate della giornata, quelle con i dirigenti dell’Arcanthea per chiedere lo spostamento di garauno: Mirandola vorrebbe giocare mercoledì, per avere qualche giorno di tempo per allenarsi. Un po’ come è successo contro Castellanza. «Allora non ci furono problemi di nessun genere - racconta - la loro disponibilità fu massima».
«Da Lucca – dice il ds – mi hanno risposto che se Sorrentino, che sta giocando le finali nazionali under 19 con la maglia di Siena, dovesse disputare la finale, si potrebbe spostare la gara a martedì. In quel caso però manterremmo ferma la data di giovedì per garadue a Viadana o Poggio Rusco. In ogni caso stiamo cercando di risolvere questa situazione in accordo con la Federazione».
Promozione per tutti. E sull’ipotesi di promuovere tutte le squadre arrivate in finale, Pavarotti dice: «Ogni anno siamo alle prese con squadre che rinunciano, con altre ripescate e allora una ipotesi del genere non può essere che condivisa. Specie da un club come il nostro, neopromosso, che altrimenti in caso di trionfo sul campo, eventualmente anche nella fase successiva che si chiuderebbe a metà giugno, avrebbe pochissimo tempo per verificare la possibilità di fare o meno la A dilettanti. Qui abbiamo migliaia di aziende in ginocchio, non dimentichiamolo. Sarà difficile trovare sponsorizzazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
