Sicurezza
Fc Lucca, il futuro è roseo puntando sui giovani
Qualche errore di comunicazione, ma le scelte del dt Russo (senza contratto) sono dettate dalla volontà di potenziare il vivaio e far crescere gli under in rosa
LUCCA. Lucca dimentica e brucia in fretta. Se oggi esiste una squadra rappresentativa della città che milita nel massimo campionato dilettantistico (serie D) il merito è di un manipolo di piccoli imprenditori locali, la maggior parte grandi tifosi rossoneri, che tra lo scetticismo generale e il malpancismo delle istituzioni (Comune in primis) hanno costruito un gruppo solido e motivato capace di far innamorare di nuovo lo zoccolo duro della tifoseria. Alla testa degli imprenditori-tifosi l’ex rossonero di mille battaglie Bruno Russo nell’inedito ruolo di direttore sportivo. Un neofita che al primo impatto ha dimostrato di saperci fare: non ha sbagliato nulla. Adesso però la mitica Ruspa pare essere finito sul banco degli imputati. La mancata conferma di Lazzini, l’addio a qualche nome prestigioso e l’assenza del nuovo tecnico dopo il gran rifiuto di Pagliuca hanno fatto storcere il naso a qualche tifoso. E il tam tam di siti e blog aggiunge ai «problemi tecnici» quelli di carattere societario: qualche fornitore non pagato (ma oggi anche chi doveva 400 euro è stato saldato), qualche stipendio arretrato (è in pagamento l’ultima mensilità), la società a responsabilità limitata non ancora formalizzata (è attesa in queste ore la valutazione sulle quote da parte di un consulente), nuovi soci che non entrano (due imprenditori paiono vicini), il vecchio marchio della Lucchese che Affatigato sostiene di aver comprato dal liquidatore (ma se il curatore ha fissato l’asta per il 6 giugno ci sarà un motivo?). La verità è un’altra. La Lucchese negli ultimi sei anni è stato il laboratorio dell’anticalcio: prima l’uomo d’affari siro-armeno con i misteriosi soldi cash e il buco da 7 milioni di euro, poi i palazzinari interessati a costruire lo stadio più che a creare una società sportiva. Cosa resta a un club di provincia che non dispone in loco di imprenditori importanti disposti ad investire cifre ingenti? Creare un settore giovanile, formare i ragazzi, farli debuttare e cederli a formazioni di A e B. E quello che Russo, Giannecchini, Micheloni, Gonzadi, Sgrò, De Luca, Nannini e Francesconi vogliono fare. Otto-nove elementi d’esperienza (i cinque confermati sono perfetti per la D), 12-14 under 19 che vedono la maglia rossonera come un traguardo. Russo, che volutamente non ha un contratto perché se il progetto non va in porto o arrivano nuovi soci con idee diverse è pronto a farsi da parte, non avrà la parlantina sciolta o l’aplomb anglosassone. Ma ci ha sempre messo la faccia. Per lui al primo posto viene il bene della Lucchese. Adesso nessuno rammenta più che il programma per risalire in C è triennale e al primo anno la squadra ha già vinto. Gettare le basi per evitare di nuovo il baratro. Nell’ordine servono passione, competenza e soldi. Bruno Russo lo sa bene, merita fiducia. (l.t.)
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