Il dolore
Presi a sputi e schiaffi dirigenti e tifosi in balìa di scalmanati
I responsabili dell’Arcanthea rivelano l’odissea al Paladozza Per garadue vietata la vendita dei biglietti a Bologna
LUCCA. In balia di decine di scalmanati, preoccupati per la propria incolumità e soprattutto per quella di mogli e figli. Indifesi, nel mirino di una frangia della tifoseria che neanche si era accorta di avere un proprio giocatore in gravi condizioni, salvato anche grazie all’intervento del fisioterapista dell’Arcanthea Massimo Butelli, tutta tesa com’era a intimidire, minacciare e colpire i “rivali”.Un pomeriggio assurdo quello vissuto da dirigenti, simpatizzanti e tifosi biancorossi al Paladozza di Bologna, in occasione di garauno della semifinale fra l’Arcanthea e le Eagles Sogema.
Biglietto a 20 euro. Iniziato male, con un biglietto fatto pagare 20 euro invece dei 10 stampati sul tagliando (con la cifra corretta a penna) e finito peggio, con l’aggressione durante la partita. Un’aggressione – spiegano i reduci da Bologna – che era cominciata prima dell’infortunio di Imbrò, che non può quindi essere preso a pretesto di quanto accaduto. A raccontare quei momenti – una sconfitta per lo sport da qualunque parte la si guardi – i dirigenti della Pallacanestro Arcanthea che erano presenti a Bologna.
Sputi e schiaffi. A partire da Alessandro Terzani, arrivato in Emilia con moglie e figlia: «Per la mia famiglia – come per quelle degli altri lucchesi che erano vicini a me a seguire la gara – è stato un incubo. Siamo stati circondati assai prima dell’incidente a Imbrò, per cinque minuti siamo stati bersaglio di sputi, poi è successo di tutto. Io sono stato preso per il collo, mia moglie schiaffeggiata. Non potevamo scappare, siamo rimasti lì cercando di proteggere i nostri cari, prima di trovare rifugio insieme alla squadra negli spogliatoio. Ieri mattina mia moglie ancora sotto choc è andata all’ospedale e poi abbiamo fatto denuncia in questura, negli uffici della Digos». Solo poche persone, alcuni giovani addetti della Sogema, hanno fatto barriera, secondo il racconto di Terzani.
Campo squalificato. Il campo delle Eagles è stato squalificato per due giornate. L’eventuale garatre sarebbe quindi giocata in un impianto a 100 chilometri di distanza.
Un clima surreale. «Il quarto tempo è stato giocato in un clima surreale – aggiunge il dirigente – fino a quel momento l’arbitraggio poteva considerarsi favorevole a Bologna. Dopo bastava che un giocatore di casa toccasse uno dei nostri che veniva fischiato fallo».
«Nell’ultimo quarto – spiega il viceocoach Alessandro Petrini – la partita si è giocata mentre la polizia passava continuamente davanti alla nostra panchina, cosa mai accaduta».
L’esperienza di Terzani è stata per certi versi comune a quella vissuta da Camillo Auricchio, co-proprietario del club, pure lui presente con moglie e figli e dalla vedova e dalla figlia di Luca Del Bono, il team manager scomparso mesi fa, che hanno deciso di lasciare in anticipo il palazzetto.
Le immagini tv. Anche Luigi Pracchia e il dg Umberto Vangelisti sottolineano i problemi registrati nell’impianto bolognese. «Chi non ci credesse guardi le immagini televisive per rendersi conto dell’accaduto – dice Vangelisti -. Un anno e mezzo fa siamo stati messi all’indice per un aggressione all’arbitro, ma anche giocatori e allenatore sono addetti ai lavori come un arbitro. Lucca dopo quell’episodio ha fatto un grande lavoro, impegnandosi per evitare situazioni spiacevoli. Quest’anno in tutto il campionato abbiamo preso solo una multa da 120 euro. Ci è dispiaciuto non poter festeggiare un successo del genere sul campo e soprattutto ci dispiace che qualcuno mercoledì abbia timore a portare i bambini al palasport».
Il ds Giovanni Giusti aggiunge come siano fuori luogo le argomentazioni di Bologna su un errore tecnico: «Imbrò è caduto da solo, non c’è stato fallo e il gioco è ripreso da fondo campo perché nell’azione la Sogema aveva fatto canestro».
La gara di domani. Adesso c’è ovviamente da pensare alla partita che si giocherà domani sera alle 21 e a quello che potrebbe succedere. «Dispiace – dice Alfredo Susanna, l’altro proprietario del club – che questi episodi facciano passare in secondo piano la nostra impresa. Comunque per domani invito tutti alla calma e alla tranquillità. Saremo bravi a ospitare Bologna e sul campo giocheremo una grande partita. Il mio augurio è che un fatto del genere non si ripeta più. Gli appassionati possono stare tranquilli: abbiamo messo a punto un programma insieme alla questura per garantire la sicurezza al palasport». La questura ha deciso di vietare la vendita di biglietti nella città di Bologna: potrà entrrare solo chi sarà accreditato.
La prevendita. Intanto stasera dalle 18 alle 20 al botteghino continuerà la prevendita: 1.568 i posti a disposizione (il 10% riservati ai tifosi emiliani). Si prevede il tutto esaurito e proprio alla luce dell’esito della prevendita si deciderà se chiedere al Comune una deroga sulla capienza (come ha fatto e ottenuto il Basket Le Mura per garaquattro della semifinale con Taranto) .
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