Il Tirreno

Lucca

Lammari, una favola di amicizia e valori

di Luca Tronchetti
Lammari, una favola di amicizia e valori

Le anatre volano nei playoff e raggiungono il punto più alto della loro storia, ma la crisi batte forte e la categoria è a rischio

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LAMMARI. La favola bella di un paesino di cinquemila anime si arricchisce di un nuovo inaspettato capitolo. Grazie a un fantastico girone di ritorno il Lammari 1986 conquista il quarto posto e accede ai playoff di Eccellenza con il sogno di giocarsi la promozione in D. Se non è un miracolo poco ci manca. Anche perché dietro ai tre capoluoghi di provincia - Lucca, Pisa e Massa - ci sono le anatre gialloblu. Alla vigilia nessuno ci avrebbe scommesso un euro. Neanche lo sponsor principale. A dicembre, quando la squadra navigava nei bassifondi, ha chiesto la testa del tecnico. Altri club avrebbero ceduto al diktat di chi caccia la grana. A Lammari no. Amicizia, stima, riconoscenza, fiducia sono valori imprescindibili. Per cui al diavolo i soldi dello sponsor. Si sono tenuti l’allenatore. Stefano Fracassi, da sei anni sulla panchina gialloblu dove ha ottenuto due promozioni e una Coppa passando dalla Prima Categoria all’Eccellenza. Il «Nero», militare della guardia di finanza nella vita di tutti i giorni, è un’istituzione da quelle parti. Morale? Dal terz’ultimo posto alla quarta piazza grazie agli arrivi dell’eterno fenicottero Riccardo Belluomini (11 reti in 15 gare) e dell’ex del Viareggio, Costantino. E dal patto di sangue negli spogliatoi tra mister e calciatori.

Un artigiano alla presidenza. Il presidente è Massimo Quilici, piccolo artigiano del settore componentistica per calzature. Se c’è bisogno taglia anche l’erba e stacca i biglietti. Ci sono poi il diesse Vittorio Andreoni, un’istituzione al Lammari, il segretario Fabrizio Petrelli e il cassiere Walter Suffredini. A dare una mano in sede di mercato ci pensa il consulente Giancarlo Tronchetti che agisce a stretto contatto con Fracassi. Una menzione spetta ad alcuni anziani che puliscono gli spogliatoi, vanno a prendere i ragazzi alla stazione, si rendono utili alla causa senza prendere un euro.

Dal sogno all’incubo. Ma la crisi non risparmia certo le società dilettantistiche e l’addio prima di Mario Micheli e poi di Isola rischia di tarpare definitivamente le ali alle anatre gialloblu. Dal sogno serie D all’incubo di chiudere i battenti. «Il futuro è nero se qualcuno non si farà avanti. Il Comune? Tante promesse e parole al momento non mantenute. Dal fotovoltaico nell’impianto sportivo da ristrutturare alla ricerca di nuovi sponsor. Per il momento ci chiedono soltanto i soldi per i controlli dell’Asl e per il subaffitto del campo di gioco». Insomma la semifinale playoff probabilmente con la Massese (ai bianconeri verranno tolti 5 punti dopo l’ammissione dell’irregolarità di un tesseramento) potrebbe essere l’ultimo capitolo di una storia che fa bene al calcio. «Con la Massese (gara secca agli Oliveti) abbiamo vinto in casa e pareggiato in trasferta con un gol segnato ai bianconeri all’ultimo minuto. - dicono dal club gialloblu - Andiamo là per divertici. Fisicamente stiamo bene e ce la giocheremo a viso aperto».

Questione di cuore. Quest’anno il Lammari si è trovato di fronte la prima squadra della provincia: l’Fc Lucca, versione moderna della vecchia Lucchese. Due sconfitte (3-1 in campo neutro e 2-1 al Porta Elisa) a testa alta, disputando ottime prove e soprattutto giocando a viso aperto. Una società con solidi valori umani. Per ricordare Denny Vallone, un ragazzo di vent’anni che il 7 marzo 2008 morì in un tragico incidente d’auto, è stata ritirata la sua maglia - la numero 3 - proprio come si fa con i grandi campioni nel club di serie A. E chi ricopre quel ruolo indossa una casacca senza numero. Una questione di cuore e di rispetto in un mondo che corre veloce e brucia tutto in un attimo.

Sentimenti e riconoscenza che inducono il Lammari ad aspettare un giocatore che il 26 agosto 2010 resta gravemente ferito mentre lavora in una cisterna. È Luca Donati, 22 anni, per un mese e mezzo sospeso tra la vita e la morte al centro grandi ustionati all’ospedale di Pisa. Non è un fenomeno Donati, ma a Lammari non dimenticano. Come si fa in una famiglia. E 13 mesi dopo Donati torna in campo contro la capolista Fc Lucca. I valori dello sport sono al primo posto. Non c’è spazio per prime donne e protagonismi. Si vince e si perde tutti assieme. E sarebbe davvero un peccato staccare la spina e chiudere un’esperienza così importante nel mondo del calcio dilettantistico. Per adesso a Lammari non ci pensano. I playoff bussano alla porta e c’è un nuovo traguardo da conquistare.

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