Il Tirreno

Lucca

Il sogno della finale per Le Mura si infrange a Taranto

di Fabrizio Tonelli
Il sogno della finale per Le Mura si infrange a Taranto

Partita in salita per le biancorosse sconfitte con onore Resta la soddisfazione di un campionato straordinario

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INVIATO A TARANTO. No, non c'è da piangere, ragazze in biancorosso. Nessun groppo alla gola, nessuna amarezza, nessuna lacrima. Avete regalato emozioni che sarà difficile dimenticare, che resteranno indelebili nelle menti delle persone che vi hanno seguito, hanno sofferto, trepidato e gioito insieme a voi.

Taranto vi ha battuto, vi ha superato in garacinque della semifinale scudetto, mettendo fine a una cavalcata fantastica, a una stagione da libro dei ricordi, ma la vostra impresa è stata comunque grande.

Imma Gentile, come puoi dimenticarti quelle triple sconsiderate da metà campo contro Taranto e quella di tabellone all'ultimo secondo della gara contro Schio, forse la soddisfazione più grande di questa stagione.

Mery Andrade, riguardati quelle foto che ti ritraggono con il braccio alzato e il pallone in mano rivolto ai tifosi dopo il successo playoff a Umbertide. O quel tuo volto esausto al termine del successo a Taranto. E l'abbraccio con Irene Amato, bimba felice, al momento del suo esordio in A1.

Courtney Willis, nel tuo album ricordi metti le immagini della tua esultanza dopo il successo sulla Famila, firmato da tuoi trenta punti. E tu Shamela Hampton tieni a mente le tue prestazioni in gara1 e 3 contro Kia Vaughn, stella della Wnba, che hai dominato con la tua energia e la tua voglia.

E come dimenticarsi di Beba Bagnara, delle sue triple, del suo sacrificio in difesa, con l'azione emblematica su Greco in garatre a Taranto.

E tu Maya Ruzickova, arrivata dall'A2 francese per essere protagonista con quella mano educata che ha regalato tante gioie nella serie con Umbertide.

E ancora tu Licia Corradini, bersagliata dalla sfortuna, da infortuni e guai fisici che ti hanno impedito di mostrare tutto il tuo valore. E voi, Stefania Petri, Irene Amato, Giulia Tringale, Beatrice Benicchi, che avete avuto l'opportunità di debuttare in A1, di capire com'è fatto il grande basket di cui aspirate a essere protagoniste.

Infine tu, Gloria Favilla, capitana, che hai avuto il privilegio e l'onore di guidare questo gruppo, signora di casa, benvoluta e rispettata, con quel dito alzato verso i tifosi dopo aver messo una tripla uscendo dalla panchina.

E vogliamo parlare anche di Mirco Diamanti, il coach, lo psicologo, il maestro di basket, il condottiero di questa squadra che mai era arrivato tanto in alto e che più manifestazione ha sottolineato di essere orgoglioso di questo team.Squadra che ha perso l'ultima battaglia, sul campo del Cras, ma che ha vinto il suo campionato facendo innamorare la città.

La partita è subito in salita per Le Mura, Taranto parte forte come era prevedibile e ha più energia. Ricchini già nel primo quarto ruota tutte le giocatrici a disposizione e può tenere alta la pressione, avendo molto da una panchina piena di ragazze che sarebbero titolari in molte altre squadre: basta pensare ai 10 punti di Ballardini, di cui 7 consecutivi nel 2° quarto, che portano il Cras sul 33-18 al 15'. Lucca combatte, non si arrende, cerca di restare a ruota ma non è facile. La fatica è tanta, le energie ridotte al lumicino. Taranto, sulle ali dell'entusiasmo, va a raggiungere Schio (71-52 su Como) in finale. Si chiude l'ultima pagina di un libro bellissimo, indimenticabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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