Italia
«Il marchio della Lucchese l’ho comprato io»
Rivelazione choc di Marco Affatigato che sostiene di aver stipulato un contratto il 23 febbraio scorso
LUCCA. Un fulmine a ciel sereno. Anche se il curatore fallimentare Andrea Murri potrebbe intervenire con la revocatoria in considerazione dei tempi d’acquisizione che rientrano nei sei mesi previsti dal codice.
«Il logo e il nome Lucchese Libertas sono di mia proprietà». È quanto afferma in una nota Marco Affatigato entrato a far parte dell’Associazione dei tifosi Lucchese Libertas presieduta da Federico Della Bidia (ma non faceva parte in veste di procuratore speciale dell’As Lucchese Libertas dichiarata fallita con sentenza del tribunale il 12 marzo scorso?). Una nota pervenuta in redazione in relazione alla notizia - pubblicata in esclusiva da Il Tirreno - della revoca dell’affiliazione alla Figc dell’As Lucchese Libertas 1905. «Ho acquistato logo e nome - sostiene Affatigato - con contratto datato 23 febbraio 2012 e adesso sono di mia proprietà». Un contratto d’acquisto - noi non ne abbiamo copia - stipulato 18 giorni prima della declaratoria fallimentare. Ma abbondantemente dopo la richiesta di fallimento da parte della procura della Repubblica e di un creditore (ottobre-novembre 2011). Non si può dire quindi che l’acquirente non fosse a conoscenza della situazione debitoria e dello stato di crisi in cui versava il club rossonero. Adesso la palla passa al curatore fallimentare Andrea Murri che avrebbe il diritto sancito dalle norme di chiedere la revocatoria del contratto d’acquisto stipulato nei sei mesi precedenti al fallimento. A meno che chi ha acquistato logo e nome non dimostri - conto corrente o documento contabile autenticato alla mano - di aver pagato quel bene un prezzo notevolmente superiore a quello di mercato o stabilito dal curatore. Una vicenda da chiarire bene in tutti i suoi contorni. La procura sul secondo fallimento della Lucchese nel giro di tre anni e quattro mesi ha aperto un’inchiesta che il sostituto procuratore Piero Capizzoto ha affidato alla Guardia di Finanza. Un’indagine che dovrà far luce sui motivi che hanno portato un club di Prima Divisione - che aveva debiti inferiori a 1,5 milioni - a non iscriversi al campionato. (l.t.)
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