Il Tirreno

Lucca

Basket Le Mura, una favola senza fine

di Fabrizio Tonelli
Basket Le Mura, una favola senza fine

Le biancorosse battono il Cras Taranto in garauno della semifinale scudetto sostenute dal tifo di 1800 spettatori

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LUCCA. Credeteci, è successo. E trovare parole nuove per descrivere questa nuova impresa del Basket Le Mura non è facile. Piegato Taranto in garauno della semifinale playoff, piegato conducendo la partita dall’inizio alla fine, prendendo il largo, arrivando a +16, subendo il recupero del Cras fino a -1 e poi riprendendo in mano le fila del match con tenacia, intensità, determinazione, e tanto tantissimo cuore.

Come si vincono le partite, come si battono formazioni costruite con budget inimmaginabili per la società del presidente Cavallo, come si scaldano i cuori dei tifosi, con un palasport ribollente di tifo, con 1800 persone che hanno seguito in piedi gli ultimi 120 secondi del match, quelli del trionfo? Giocando così, senza paura, con personalità, con aggressività, con passione, con la volontà fortissima di aggiungere un’altra perla a una collana che vale già tantissimo. E che tutte le ragazze biancorosse meritano di mettere al collo, di mostrare, di ostentare. Il simbolo di una stagione meravigliosa e che non è ancora finita.

L’emozione, l’elettricità restano a lungo nel palasport anche dopo la fine della partita. I tifosi non se ne vogliono andare, non voglio perdere niente del clima magico che si è creato. Devono manifestare il loro affetto e la loro gratitudine verso una squadra che tale è dall’inizio della stagione e che tale resterà fino all’ultimo secondo dell’ultima partita. Una squadra, un collettivo - lo ripetiamo ancora una volta – che esalta chi vive una serata magica e nasconde le difficoltà di chi invece non riesce a esprimersi secondo le sue qualità. Prendete Mela Hampton, l’americana di Colorado Springs, la ragazza scelta per promuovere la prima stagione di A1 del Basket Le Mura.

Quel volto diventato subito familiare grazie a quel poster gigante installato lungo le strade. Bastano le cifre a raccontare la sua partita? Certamente no, i 16 punti, i 6 rimbalzi non possono dire tutto. Mela è stata fantastica, ha retto il confronto con Kia Vaughn, una delle migliori pivot che giocano in Europa, anzi l’ha battuta, stritolandola con la sua energia, vincendo la sfida sotto canestro. La sua forza, la sua voglia sono state contagiose, hanno esaltato il pubblico e soprattutto le sue compagne, che vedevano la numero 15 prendersi tiri a ripetizione e lottare, lottare continuamente sotto canestro, quasi avesse una riserva infinita di benzina.

Che partita è stata? Chi l’ha vista non ha bisogno di farsela raccontare, o forse sì, perché è piacevole, emozionante, esaltante ripercorrere quei momenti. E’ la difesa che nel primo tempo fa assolutamente la differenza, il marchio di fabbrica del Basket Le Mura, il segno distintivo della squadra di Mirco Diamanti, che riflette lo spirito del suo allenatore.

Subito avanti Le Mura, subito a inseguire Taranto. Il primo quarto è un botta e risposta, nel secondo quarto i canestri di Maya spingono Lucca a +9 sul 23-12. Il Cras è stordito, al di là delle dichiarazioni della vigilia non se lo aspettava di trovare così tante difficoltà, reagisce con Mahoney e Sottana e va nello spogliatoio sotto di 5, 29-24.

La partità cambierà dopo l’intervallo, teme qualcuno che non conosce le infinite risorse biancorosse. La zona di Ricchini è un invito a nozze per Le Mura, Andrade si esalta, mette sette punti consecutivi recuperando una palla a metà campo e volando in contropiede a esaltare i tifosi. Al 27’40” il tabellone segna incredibilmente 42-26 per Le Mura. Ma Taranto dimostra di essere una grande squadra, reagisce come una belva ferita, ancora Sottana ripoprta a -9 le sue compagne. Quarto quarto e diventa protagonista Greco con 6 punti, poi ci sono due triple consecutive di Sottana. Taranto è a -1 a 5’35” dalla fine.

Timeout e la squadra biancorossa riprende con 5 punti di Mela e Beba, il palasport tira un gigantesco sospiro di sollievo ma è ancora lunga. Mahoney e ancora Sottana provano a rovinare la festa di Le Mura, ma non sarebbe giusto.

Vince la squadra che merita di più, quella più bella, che ha più cuore e dedizione. Il pubblico si spella le mani dagli applausi. Che spettacolo!

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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