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Il Basket Le Mura biglietto da visita per tutta la città

Il Basket Le Mura biglietto da visita per tutta la città

La squadra ha raggiunto la semifinale contro Taranto acquistando credibilità e considerazione gara dopo gara

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LUCCA. Un fiore all’occhiello, un biglietto da visita per la città, un motivo d’orgoglio per gli sportivi.

Come ha fatto presto il Basket Le Mura a conquistare credibilità e considerazione a livello nazionale. Dopo il primo anno di rodaggio, è bastata la seconda stagione in A1, il quarto posto alla fine della regular season, poi la semifinale scudetto con Taranto. Precedute da vittorie importanti, sullo stesso Cras, su Schio, su campi difficili come Sesto San Giovanni e Pozzuoli.

Altro che squadra che picchia, come era stata frettolosamente etichettata la formazione biancorossa al suo esordio nella massima categoria. Le Mura ha una sua fisionomia precisa, un suo carattere, un suo modo di essere. Un’anima, soprattutto, un temperamento, uno spirito di gruppo. E un suo gioco, che non sarà spettacolare, ma è redditizio, concreto, fatto di sacrificio, di aiuti reciproci, di schemi ripetuti cento e cento volte in allenamento. Un collettivo capace di esaltare la giornata di grazia di qualche giocatrice e di nascondere quella meno felice di altre.

Uno spogliatoio che ha saputo compattarsi, che si è adattato a una società che sopperisce a difficoltà organizzative generali, con la buona volontà, la disponibilità, la passione di pochi dirigenti: quelli più presenti al campo, agli allenamenti, alle trasferte. E quelli che lavorano tra mille problemi per mandare avanti economicamente il club e che adesso sono combattuti fra la soddisfazione per i risultati sportivi raggiunti, per le imprese compiute e il rimpianto per non aver fatto nell’estate scorsa certe scelte di ridimensionamento che avrebbero consentito di avviare il risanamento delle casse societarie. Ma che avrebbero privato la città del suo fiore all’occhiello, del suo biglietto da visita.

Il Basket Le Mura è diventato davvero l’emblema della città, del cui monumento più importante porta il nome e il logo sulle maglie. Quello che è accaduto mercoledì sera a Umbertide, dove oltre cento appassionati hanno seguito e sostenuto la squadra, trasferendo una parte di Lucca nel cuore dell’Umbria è davvero un evento per la pallacanestro femminile.

Le Mura è un fenomeno da non disperdere, è la realtà sportiva che non solo gioca nel campionato più alto, ma che fa da esempio. La crisi non sia un alibi dietro cui nascondersi, se la città - nelle sue forze imprenditoriali e istituzionali - non se ne accorge, se non riesce a sostenere la sua espressione più bella e vincente, allora è il caso davvero che si rinchiuda dentro altre mura.

Fabrizio Tonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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