Attenzione
Espeche, il giramondo del pallone
Argentina, Portogallo, Tunisia e Spagna prima di approdare in Toscana: «Vorrei vincere ancora con la nuova Lucchese»
LUCCA. Marcos Espeche e un mappamondo ai piedi. Il grintoso centrocampista rossonero ha girato tanto prima di approdare in Italia. «A Lucca ho trovato la dimensione giusta: mi piacerebbe continuare ed aprire un ciclo con questa società e in questa splendida città» dice il mediano italo-argentino. Nel girone di ritorno è uno dei giocatori rossoneri più in forma, il tecnico Lazzini lo ha impiegato diverse volte, sia a metà campo come alternativa tattica ad Aliboni e Redomi, sia arretrandolo come difensore centrale. In questo ruolo ha offerto prestazioni convincenti, essendo dotato di buona visione di gioco, tempismo e determinazione. Domani contro il Pisa Sporting Club, Espeche potrebbe essere riproposto al centro della retroguardia in coppia con Buccellato e con Tosto dirottato a sinistra. «Credo di avere ripagato questa fiducia con buone partite. Ho sempre accettato qualsiasi tipo di scelta anche quando sono andato in panchina e giocando con continuità ho mostrato le mie qualità, sono diventato anche meno irruento. Da difensore centrale avevo già giocato in Portogallo e Spagna». Il centrocampista italo-argentino di Las Varillas (Cordoba), 27 anni, arrivato ad agosto dal Forte dei Marmi, dove era soprannominato il "mastino" per la “garra” (la grinta), la capacità di pressare gli avversari e un tiro potente dalla distanza, si è rivelato un elemento prezioso nell'economia tattica dell'Fc Lucca. Non sarebbe da stupirsi se il diesse Russo decidesse di confermarlo anche in serie D.
Giramondo. La storia particolare di un ragazzo umile e determinato. «Sono arrivato in Italia grazie al presidente argentino del Forte dei Marmi, Riccardo Ciancilla (ex patron della Sangiovannese ndr). In patria sono cresciuto in una scuola-calcio. Prima dell'avventura italiana ho giocato anche nella serie D in Portogallo nell'Immortal Zufeira vincendo il campionato, in Spagna in C nel Mallorca e nel Ronda, cittadina simbolo della corrida, e ho avuto un'esperienza nella serie A tunisina, ma dopo un mese ho capito che non mi sarei mai adattato. Troppo diverse le abitudini e i costumi. In Italia sono arrivato e ripartito nel 2008 per problemi di transfert, poi l'anno dopo al Forte dei Marmi. Questa è stata la mia terza stagione in Eccellenza”. Nel dicembre 2010 al Crotone in serie B per un provino. «Dovevo iniziare la preparazione, ma poi la trattativa saltò». Otto mesi dopo ecco la nuova Lucchese. «Quando arrivai in estate mi aspettavo di vincere il campionato, ma non con tanti punti di vantaggio e sei giornate d'anticipo. Il ricordo più bello? La tribuna stracolma di Porcari al debutto, ci ha dato una grande carica».Espeche non ha dubbi sul suo idolo. «Mascherano del Barcellona». Ragazzo diligente, dal carattere un po' taciturno (nello spogliatoio è ribattezzato il "muto") porta sempre nel cuore la sua Argentina. «Ogni tanto ho nostalgia della mia terra e come tutti gli argentini va matto per l'asado, le grigliate di carne. A Cordoba ho due sorelle e i miei genitori. Ma mio bisnonno era italiano. Fuori dal campo sono l'opposto di carattere, mi piace la tranquillità, ma non sono schivo. Il futuro dopo il calcio? Mi piacerebbe aprire un negozio di abbigliamento. Ma prima voglio vincere ancora e spero di farlo nella Lucchese».
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