Il Tirreno

Lucca

Giochi a dama o bridge? Ti serve il certificato Asl

di Fabrizio Tonelli
Giochi a dama o bridge? Ti serve il certificato Asl

Allarme per gli incidenti in campo: oltre 11mila le visite di idoneità nel 2011 Create l’anagrafe degli sportivi e un libretto personale a tutela della salute

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LUCCA. Volete fare parte di una squadra di dama o di bridge? Serve il certificato medico di idoneità sportiva. Sembra incredibile, ma dalla giungla di norme e regolamenti che disciplina l’attività a livello agonismo spunta anche questa disposizione. Da 11 anni in poi, per poter praticare questo sport, bisogna sottoporsi a visita ed elettrocardiogramma a riposo.

Al di là di questa curiosità, in Lucchesia nel 2011 sono state 11.701 le visite e solo 18 gli aspiranti sportivi ritenuti non idonei. In Toscana le regole e l’organizzazione che sovrintendono all’attività agonistica sono molto stringenti, nell’ottica di tutelare la salute ed evitare tragedie come quella che è costata la vita al pallavolista Germano Bovolenta.

Rete informatizzata. La Regione nel 2003 ha codificato la normativa nazionale e ha aggiunto l’obbligo del libretto sanitario per gli sportivi, creando un’anagrafe regionale consultabile da tutti i centri di medicina sportiva. L’Asl 2 ha fatto un ulteriore passo, creando un’unica rete informatizzata aziendale che collega tutti i presidi, sia pubblici che privati accreditati.

La prima visita. Chi vuole fare attività agonistica deve sottoporsi obbligatoriamente a visita medica che parte con l’inserimento dei dati nel software regionale e con una cartella informatizzata che contiene una accurata anamnesi delle eventuali problematiche. Quindi si passa alla visita medica vera e propria con particolare attenzione all’apparato cardio vascolare e locomotorio. Previsti vari esami: urine, spirometria, elettrocardiogramma che è di tipo diverso a seconda se si ha più o meno di 40 anni. Se c’è un minimo dubbio si procede con ulteriori accertamenti, vincendo in molti casi le resistenze dei genitori che vorrebbero subito il certificato di idoneità: «Come si fa, mio figlio domenica deve giocare», sono soliti sentirsi dire i medici del servizio.

Le fasce di età. Sono le singole federazioni sportive a decidere l’età da quando le visite sono obbligatorie. Si parte dagli 8 anni del nuoto, della danza sportiva e della ginnastica artistica, per passare agli 11 della pallacanestro, del bridge e della dama. 12 anni l’età per il calcio, il ciclismo, l’atletica leggera, 13 per la pallavolo e il pugilato, 14 per il biliardo.

Resta fuori però un’ampia fascia di bambini che già prima di quelle età fanno un’attività che di fatto è agonistica:pensiamo alle gare ciclistiche per i più piccoli (si parte da 6 anni), alle scuole calcio, alle attività del minibasket e minivolley, a tante altre discipline.

I costi. Le visite sono gratuite per i minorenni, mentre per chi ha più di 18 anni la visita standard costa 66,32 euro. Cifra che sale a 75,61 euro per chi fa attività subacquea, tiro a segno, tiro a volo; a 92,85 euro per lo sci alpino, l’automobilismo, il motociclismo e la motonautica; a 102,12 euro per tuffi, paracadutismo e parapendio. La più costosa è la visita per chi pratica pugilato, full contact, kick boxing:147,22 euro. Queste cifre sono riferite a atleti con età inferiore a 35-40 anni (a seconda delle discipline). Per chi passa questo tetto, per esempio, la visita base costa 100,80 euro invece di 66,32. Il certificato di idoneità dura 12 mesi.

Gli ambulatori. Le visite si fanno nel reparto di medicina sportiva in ospedale a Lucca (tre i medici: Carlo Giammattei, Riccardo Malfatti e Alessandro Cerrai); nell’ambulatorio dell’ospedale di Barga o nei tre centri privati accreditati. Sono il Centro di medicina dello sport presso il palasport; il poliambulatorio La Fornaci a Fornaci; l’ambulatorio del dottor Dolfi a Castelnuovo.

La prevenzione. «Chi fa attività agonistica - dice il dottor Giammattei - non deve sottovalutare sintomi quali svenimenti, mancamenti di forze, aritmie, giramenti di testa. E’ opportuno che consulti subito il medico sportivo, vincendo le preoccupazioni di poter essere fermato e comprendendo invece che il certificato è un passaporto per la vita».

Le categorie a rischio. «Sotto i 35 anni - spiega Giammattei - bisogna stare attenti alle aritmie, alle malattie del muscolo cardiaco, ai disturbi nella conduzione elettrica del cuore. Al di sopra di quell’età va tenuto presente il rischio di cardiopatie ischemiche. Nel dubbio è sempre meglio effettuare un esame in più».

Aumentati i controlli. Nel corso degli anni la sensibilità di chi fa sport e delle società è notevolmente cresciuta. Al punto che il numero delle visite è aumentato, passando dalle 2-3mila dei primi periodi alle quasi 12mila di oggi. Visite da cui sono esonerati i podisti, una categoria molto numerosa in Lucchesia. Questa si configura infatti come un’attività motoria all’aria aperta ed è consentito praticarla senza obbligo di certificazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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