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Lazzini, il futuro è in rossonero?

di Luca Tronchetti
Lazzini, il futuro è in rossonero?

Tra due settimane la società decide se confermare o meno il tecnico della promozione in serie D

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LUCCA. «Dopo Pasqua e prima della sfida con il Pisa Sporting Club decideremo sull’allenatore della prossima stagione» Quattro parole ai cronisti che lo pressano sull’argomento prima di parlare del derby con il Lammari - 23 vittoria stagionale, 74 punti, record regionale (Pianese) a portata di mano - e della prova dei giovanotti in maglia rossonera. Il direttore dell’area tecnica Bruno Russo sembra una sfinge. Ma nella sua testa sa già cosa deve fare. Con Giacomo Lazzini, conducator dell’Fc Lucca passata in sette mesi dall’inferno al paradiso, la «Ruspa» ha già avuto diversi colloqui. È indubbio che i due si stimano. Altrimenti Russo non l’avrebbe cercato nella torrida estate 2011 per convincerlo a guidare la nuova creatura rossonera. E Lazzini l’ha ripagato con moneta sonante. Vittoria in campionato mai messa in discussione, pioggia di record, giovani in vetrina (Fedato e Casapieri), zoccolo duro su cui rifondare la vecchia Lucchese (Aliboni, Redomi, Granito, Constantin, Angeli). Le premesse per la riconferma anche in serie D ci sono tutte. Ma evidentemente Bruno Russo non è ancora convinto al 100%. E queste due settimane di sosta gli serviranno per fugare ogni dubbio e passare alla fase 2: la costruzione della formazione che disputerà la A dei dilettanti con l’obiettivo di provare a vincere o comunque a disputare un campionato di vertice.

Scenari. L’ipotesi prevalente è che il rapporto tra Giacomo Lazzini e l’Fc Lucca continui. D’altronde chi meglio di lui conosce i meccanismi di questa squadra, sa toccare le corde giuste, motivare i giocatori e creare l’armonia che si respira nello spogliatoio? Certo, sul campo - eccezion fatta per l’ottimo Riccardo Guidi, un preparatore con i fiocchi e un innamorato convinto dei colori rossoneri - Lazzini è un po’ troppo solo. Moreno Bolognesi, bravissimo a plasmare un ragazzino come Casapieri, deve dedicarsi anima e cuore alla cura dei numeri uno visto che l’anno prossimo accanto a Casapieri ci sarà un altro baby. Sarebbe quindi necessario che Lazzini fosse aiutato durante la settimana da un secondo in grado di lavorare soprattutto sugli under. Sul miglioramento dei fondamentali e sul potenziamento atletico specifico. Un tecnico in seconda che, a fine seduta, raccolga i 12 under e riesca a trarre il meglio dalle loro peculiarità. Un istruttore-educatore che abbia già lavorato con i giovani e nel settore giovanile. Ci sbaglieremo, ma l’impressione è che Russo abbia già individuato la persona in questione e che si tratti di un ex calciatore che ha già indossato la maglia rossonera.

L’alternativa a Lazzini? Tramontata l’ipotesi affascinante, ma forse anacronistica, del ritorno di Corrado Orrico, l ’unico che potrebbe prendere in mano le redini dello spogliatoio di cui conosce già vita, morte e miracoli è proprio il responsabile dell’area tecnica Bruno Russo. Ma, oggettivamente, un ritorno de «La Ruspa» in panchina in questo momento ci sembrerebbe fuori luogo e rischierebbe di far saltare un meccanismo ben rodato.

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