Attenzione
Giannecchini a Roma dal coordinatore della D
Primi passi del club in federazione mentre si discute sulla possibilità di cambiar nome alla società
LUCCA. I soci dell’Fc Lucca hanno idee chiare e piedi ben saldi a terra. Il presidente Nicola Giannecchini è consapevole che non ci saranno ripescaggi e che, in ogni caso, per una società nata nell’estate 2011 le possibilità di promozione a tavolino in Lega Pro 2 sono pari a zero. Sapendo che la prossima stagione il club rossonero dovrà affrontare le insidie della A dei dilettanti nei prossimi giorni Giannecchini sarà a Roma per parlare con il dottor Luigi Barbiero il coordinatore della Lega di serie D. Un colloquio riservato per far conoscere la nuova realtà del calcio a Lucca, i programmi, lo sviluppo dell’attività giovanile. Una chiacchierata informale anche per capire l’orientamento della Lega guidata da Tavecchio nella composizione dei gironi. Non è un mistero che l’Fc Lucca punti a un campionato di vertice anche in D. Probabilmente raddoppiando il budget (da 400 a 7-800mila euro). Certo è che essere inseriti in un girone, almeno sulla carta, più abbordabile aiuterebbe e non poco la società rossonera. Non dispiace l’idea di finire, per esempio, con le compagini liguri e del basso piemonte (da anni le toscane non vengono inserite in quel girone) oppure con le umbre e dell’alto Lazio (come accadde per lo Sporting Lucchese) mentre Emilia Romagna e soprattutto Veneto sono decisamente più competitive per ragioni prettamente economiche (l’Este sta vincendo il girone con le toscane).
Cambio del nome. Dopo il fallimento dell’As Lucchese Libertas da parte dei tifosi c’è voglia di tornare a chiamarsi con il vecchio nome: Lucchese. Ma, sino a quando non ci sarà un’asta fallimentare e l’Fc Lucca riuscirà a riprendere il vecchio marchio e la vecchia denominazione sociale, sarebbe un errore imperdonabile modificare l’attuale denominazione trasformandola in Fc Lucchese o Lucchese 1905 o con altre connotazioni che racchiudano il nome caro alla tifoseria. Il motivo? Giuridico. Con un precedente da far tremare i polsi. Quando la Salernitana di Aliberti (quella che nella stagione 1998-99 giocò in A con Rossi e Vannucchi) non s’iscrisse alla serie B per debiti il club passò all’industriale campano Lombardi. Il quale anzichè cambiare denominazione sociale e soprattutto marchio (l’ippocampo) prima dell’asta fallimentare copiò pari pari il logo e il nome Salernitana. Il vecchio presidente Aliberti intentò causa civile per aver usato nome e marchio. E la vinse costringendo Lombardi (la sua Salernitana è fallita e adesso il club è iscritto in D con la denominazione Salerno e stemma e colori sociali diversi) a pagare diverse decine di migliaia di euro. Una spesa decisamente inutile visto che l’asta fallimentare potrebbe tenersi già a giugno.
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