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Orrico è sempre in forma super

Orrico è sempre in forma super

Battute e gag continue al Porta Elisa, poi l’augurio: «Spero che i rossoneri tornino a grandi livelli»

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LUCCA. L’emozione non ha età e anche l’Omone di fronte al Porta Elisa che scandisce il suo nome tradisce una commozione che traspare dai suoi occhi lucidi. Il popolo rossonero non l’ha dimenticato e gli dedica lo striscione più gettonato nelle stagione dei trionfi. «Corrado Orrico è il grido di battaglia». Più che il giorno dei festeggiamenti per la promozione ottenuta con largo anticipo sembra l’Orrico-day. D’altronde il carisma e la forza del personaggio sono tali che tutto il resto diventa contorno. Quando accanto allo scudiero d’un tempo Bruno Russo, oggi manager e talent scout acclamato dalla tifoseria, e al presidente attuale Nicola Giannecchini fa il suo ingresso nell’arena del Porta Elisa per ricevere la targa di graditudine e amore eterno da parte della società il tempo si ferma di colpo. Pare essere tornati a 25 anni fa quando l’Omone di Volpara era l’indiscusso condottiero di un manipolo di «giovanotti» che faceva sognare un’intera città e che divertiva con un gioco corale e spumeggiante. La standing ovation dei circa 1000 paganti unisce tutti i settori dello stadio ed è il tributo al più amato allenatore rossonero del Dopoguerra che detiene il record di panchine in campionato con la Lucchese (163).

Una giornata particolare. I 72 anni e l’inattività in panchina (manca dalla stagione 2008-2009 quando condusse il Prato alla finale playoff per la promozione C1) non l’hanno arrugginito. L’Omone sin dal pranzo con i giocatori all’Hotel Carignano regala battute salaci e spassone gag. Bersaglio preferito il team manager Michele Tambellini. «Certo che ti riconosco: eri un bel giovanotto, ma in porta non eri buono». Poi, dopo la premiazione al centro del campo, il tecnico siede in tribuna tra Bruno Russo e Gabriele Baraldi (momentaneamente senza ruoli attivi nel calcio, si dedica al negozio di calzature che ha da anni in città), due protagonisti di quella magica formazione che fece dannare anche il Foggia di Zeman quando venne al Porta Elisa. E Orrico dà spettacolo anche in tribuna, tra i suoi ex giocatori (c’era pure Michele Tambellini) e tifosi (Marco Lena, accanto a Baraldi). Vecchie conoscenze e nuovi amici. Si scherza e si ride. Si salta da un’interpretazione ironica della partita («Bruno, ora vai giù e chiedi scusa!», commenta l’Omone dopo il rigore che porta in vantaggio i rossoneri) a un commento tecnico-tattico sulle caratteristiche dei giocatori («un neuromuscolare, perché soltanto muscolare è poca roba...»), si citano i Messi e gli Ibrahimovic, il Milan di Capello e gli ex giocatori allenati in epoche più o meno remote (ce n’è anche per Giacomo Chini e Franco Lerda). Diciamola tutta: la partita è un pretesto per fare due chiacchiere in libertà con vecchi amici.. Triplo fischio dell’arbitro, Orrico si alza: «E’ stata una giornata splendida e sono contento che la Lucca sportiva abbia potuto festeggiare la promozione. Spero che questo sia soltanto l’inizio per un ritorno ai livelli che le competono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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