Il Tirreno

Lucca

Lazzini, il condottiero di una corazzata che aprirà un ciclo

di Luca Tronchetti
Lazzini, il condottiero di una corazzata che aprirà un ciclo

Passione, impegno, senso di responsabilità e sacrificio nel dna di un tecnico alla terza promozione tra i dilettanti

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LUCCA

Una promozione che porta anche e soprattutto la sua firma. Decisamente la più importante tra quelle ottenute da quando - nove anni fa - ha deciso d’intraprendere la carriera di allenatore. Giacomo Lazzini si gode i 45 anni appena compiuti con la consapevolezza di aver centrato l’occasione della vita. Vincere un campionato a Lucca - seppur in Eccellenza, il gradino più basso nella storia del calcio rossonero - non ha lo stesso peso e lo stesso valore di quelli conquistati a Rosignano (Promozione ed Eccellenza). Dopo l’anno dell’esonero a Sarzana il trionfo con l’Fc Lucca 2011 rilancia le ambizioni di un tecnico serio, attento, preparato, che merita altri palcoscenici. E soprattutto, proprio in virtù dei risultati ottenuti, entro il 2013 sarà ammesso al corso di Coverciano per ottenere il patentino diSeconda Categoria indispensabile per allenare nei professionisti. Per adesso Lazzini si gode la sua creatura. Spera, logicamente, di proseguire l’avventura sulla panchina rossonera. Perché le emozioni assaporate in questi sette mesi gli restano appiccicati addosso come una seconda pelle. Vincere con la squadra della tua città ha un sapore particolare che non si scorda più. Lui da bambino era tifoso della Lucchese. E il 12 marzo di 34 anni fa c’era anche lui a Ferrara nella trasferta rimasta nell’immaginario collettivo. Era un bimbo di 11 anni e non si immaginava certo di rivivere certe emozioni da un’altra prospettiva: quella di protagonista seduto in panchina. Giacomo Lazzini ci ha messo passione, umiltà e competenza. Dal giorno in cui il responsabile dell’area tecnica Bruno Russo è venuto a bussare alla sua porta si è rimboccato le maniche e quel plotoncino di «disperati» che lunedì 8 agosto 2011 si è ritrovato sui campi dell’Acquedotto nel giro di pochi mesi è diventato una squadra vera capace di ammazzare il campionato. E Lazzini si è fatto apprezzare anche per l’elasticità mentale. Ai rigidi schemi e agli aridi numeri (4-4-2, 4-3-3, 4-2-3-1) ha preferito la qualità e l’adattabilità degli interpreti. Perché nel calcio moderno, quello a cui Lazzini s’ispira, tutti debbono partecipare al gioco: si difende e si attacca in undici. E lo spirito di sacrificio è sembrato subito insito nel dna dell’Fc Lucca, proiezione della futura Lucchese dove persino l’«evergreen» Francesconi, tra i simboli della nuova rinascita, a 42 anni suonati ripiega per dare una mano ai compagni. La cura meticolosa delle due fasi (attacco e difesa) e il possesso palla sono stati il mantra della magica stagione del tecnico rossonero. Ora che il campionato è stravinto e i tappi di spumante sono già saltati l’ex esterno destro allievo, tra gli altri, di Corrado Orrico, dovrà insistere - in partita e in allenamento - sui giovani. E su i vari Fedato, Casapieri, Guidi e Valletta che si costruisce la nuova Lucchese che verrà. E Lazzini saprà vincere anche questa sfida.

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