Italia
Fc Lucca, nuovi soci all’orizzonte
Piace agli imprenditori il progetto che punta a costruire un settore giovanile sul modello dell’Empoli
LUCCA
Tra dieci giorni la compagine societaria potrebbe arricchirsi di nuovi ingressi e, di pari passo, il club sta muovendosi per acquisire giovani interessanti per la prossima stagione in serie D dove serviranno cinque under di qualità da schierare dal primo minuto (calciatori nati negli 1992, 1993 e 1994). Al di là del punteggio tennistico rifilato al malcapitato Urbino Taccola di Uliveto Terme (in tribuna una quindicina di impavidi supporters)e della promozione matematica che si avvicina a grandi falcate (a Quarrata potrebbe arrivare il responso tanto atteso) i soci dell’Fc Lucca non nascondono un certo ottimismo per il futuro. D’altronde, almeno sinora, questa dirigenza si è sempre contraddistinta per la chiarezza delle idee: rafforzare la compagine societaria e costruire un settore giovanile all’avanguardia sul modello dell’Empoli. Niente speculazioni edilizie, niente misteriosi uomini d’affari di altri mondi. Se il presidente Nicola Giannecchini sorride sornione e chiede di aspettare ancora qualche settimana preferendo soffermarsi sulla partita perfetta giocata dai rossoneri al Porta Elisa («la migliore del 2012»), i soci Carmelo Sgrò, Marco Gonzadi e Moreno Micheloni tranquillizzano i tifosi (ieri nonostante la giornata uggiosa c’erano 500 paganti) sul futuro del club: «Ci stiamo muovendo sotto traccia. - dice l’ingegner Sgrò, che annuncia la presenza in tribuna di suo cugino Francesco Azzarà nella prossima gara al Porta Elisa - Ma come avete potuto constatare alcuni sponsor si sono riavvicinati e altri lo faranno in tempi brevissimi. Nuovi soci? C’è gente di Lucca e di fuori interessata al nostro progetto che si basa sulla valorizzazione dei giovani. Abbiamo mostrato i nostri numeri e sono rimasti favorevolmente impressionati. È bene esser chiari: l’Fc Lucca sarebbe stata in attivo se non avesse dovuto pagare 100mila euro di quota d’ingresso in Eccellenza. È vero che la crisi economica spaventa e che i continui fallimenti di società sportive distolgono gli imprenditori sani da mettere capitali nel calcio. Ma se si fanno investimenti mirati e non si buttano soldi dalla finestra con ingaggi imbarazzanti si può fare calcio con passione, competenza e senza svenarsi». L’ancora di salvezza passa dal settore giovanile. Servono strutture (foresteria, campi in sintetico, palestre) per allevare i campioni del domani che debutteranno nella Lucchese del futuro per poi spiccare il volo nei club più blasonati. Un sogno? No, se tutte le componenti marciano unite. «Dobbiamo far crescere i talenti del domani - dicono Gonzadi e Micheloni - attraverso bravi istruttori-educatori e uno staff di addetti ai lavori competenti e attaccati alla maglia rossonera. La città, le istituzioni, il mondo imprenditoriale devono darci una mano per costruire con il tempo un centro sportivo (il tanto agognato Lucchesello, se ne parla dagli anni Settanta quando assessore allo sport era Mauro Favilla)». Una cosa è certa: questa dirigenza non attenderà i tempi della politica.
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