Il dolore
Valletta ko, due settimane di stop Il dt Russo: «Stanchi e appagati»
LIVORNO Una giornata storta. Può capire specie per chi guarda tutti dall’alto in basso dal 4 settembre 2011. Carmelo Sgrò, l’ultimo socio-tifoso in ordine di tempo, prima di parlare del match...
LIVORNO
Una giornata storta. Può capire specie per chi guarda tutti dall’alto in basso dal 4 settembre 2011. Carmelo Sgrò, l’ultimo socio-tifoso in ordine di tempo, prima di parlare del match annuncia l’arrivo al Porta Elisa del cugino rapito in Darfur e liberato lo scorso dicembre: «Francesco, grande tifoso dei rossoneri, assisterà al match del 5 febbraio con l’Urbino Taccola. Sono certo che i nostri splendidi supporters gli riserveranno una grande accoglienza e la squadra disputerà un’ottima partita». Il derby con la Pro Livorno invece ha deluso le attese. «Queste partite possono essere influenzate da diversi fattori. La Pro Livorno, squadra del quartiere Corea, si è galvanizzata giocando nello stadio cittadino. Hanno triplicato le energie e pur ridotti in dieci sono riusciti a portar via un punto mettendoci in difficoltà. Noi, viceversa, abbiamo sofferto l’ambiente e non ci siamo espressi sui livelli consueti. Calo di motivazioni? Sarebbe sbagliato e lo escludo categoricamente. In settimana seguo gli allenamenti e durante le partitelle ho visto intensità e voglia nei giocatori. Oggi alcuni interpreti non hanno reso come al solito e alla fine è arrivato il primo pareggio esterno dopo nove successi».
Con patron Nicola Giannecchini assente per motivi di lavoro (è la prima sfida che salta) il dirigente accompagnatore Moreno Micheloni parla del futuro: «Lavoriamo a fari spenti per fare una Lucchese ancora più forte sul piano societario. Ai tifosi chiedo pazienza e fiducia. Dobbiamo strutturarci. Sarebbe un errore pensare di dover vincere a tutti i costi anche il prossimo campionato che ci vedrà in serie D. L’importante è strutturarci, porre le basi per affrontare in futuro i campionati professionistici senza poi dover essere esclusi per inadempienze economiche. Il pari? Non ci siamo espressi al meglio e la Pro Livorno ha meritato il punto». Il responsabile dell’area tecnica Bruno Russo non fa una piega: «Non si può vincere sempre. Abbiamo disputato una partita senza infamia e senza lode contro una squadra che rispetto al girone d’andata si è rinforzata con innesti di qualità. Bisogna iniziare a fare l’abitudine ad avversari più agguerriti. Certo, quando siamo rimasti in superiorità numerica mi aspettavo qualcosa in più. Ma non possiamo chiedere sempre la luna a questi ragazzi. Stanchezza e appagamento giocano brutti scherzi». Il dottor Dino Nardinelli chiarisce le condizioni di Valletta: «Ha riportato la distorsione alla caviglia sinistra con interessamento del malleolo. Uno stop di oltre due settimane». Per De Vita invece soltanto un affaticamento muscolare.
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