Il Tirreno

Lucca

Commozione per la scomparsa dal tecnico che per quattro stagioni fece parte dello staff della Lucchese

Addio a Buso, burbero benefico

Luca Tronchetti
Sergio Buso, morto a 61 anni
◗
Sergio Buso, morto a 61 anni

Vitale: «Professionista esemplare», Fusini e Monaco: «Il nostro fratello maggiore»

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Ci lascia un altro pezzo della grande Lucchese targata Egiziano Maestrelli. Vinto da una malattia inesorabile scompare alla vigilia di Natale, Sergio Buso, 61 anni, dal 1985 al 1989 prima dodicesimo e poi preparatore dei portieri rossoneri. Nel giorno dei suoi funerali nella chiesa di S. Egidio a Taranto, dove viveva con la moglie e due figlie, L'Fc Lucca ha inviato un telegramma di cordoglio. Dopo Mineo, Vignini, Fiondella, il professor Bianchi, Riccitelli, se ne va un eroe silenzioso che proprio nella nostra città concluse la sua carriera di calciatore (buon portiere in A con una Coppa Italia vinta a Bologna) per iniziare quella di allenatore che lo portò a guidare squadre importanti, seppur per brevi periodi, come Bologna e Fiorentina. A Lucca per tutti era «Buster Keaton» data l'impressionante somiglianza con l'ultimo grande attore comico del cinema muto. Parlava poco, Buso. Mai a sproposito. Serio, riservato, scrupoloso. «Quel viso eternamente triste non lo ha aiutato nel corso della carriera. - osserva commosso Pino Vitale, dg dell'Empoli e per quasi 15 anni ds della Lucchese - "Qualche volta ridi Sergio" gli dicevamo io e Melani. Buso era un grande professionista. Ne ho conosciuti pochi competenti e aggiornati come lui: una vera Treccani del calcio». Non riesce a crederci Francesco Monaco oggi tecnico del Piacenza che ha condiviso con Buso la gioia della promozione in C1 nella stagione 1985-86: «Nello spogliatoio si cambiava vicino a me. Lui calzava il 46, io il 39 e i nostri piedi messi accanto facevano ridere i compagni. Lo ricordo come una persona meticolosa. A Coverciano gira ancora la cassetta che fece 25 anni fa per l'allenamento nella gabbia di Orrico. Era diventato preparatore dei portieri e si era messo con una telecamera su un angolo per riprendere l'esercitazione. Un tecnico all'avanguardia i cui insegnamenti mi tornano in mente. Ci rimproverava perchè indossavamo i jeans e non i pantaloni di lana invernali. Diceva che le gambe vanno tenute calde».  Per gli «scapoli» di quella Lucchese, Sergio Buso era una sorta di «sergente di ferro», l'occhio segreto di Renzo Melani, il trainer di allora. «Non gli sfuggiva niente. - ricorda Luciano Fusini, tra i leader di quella squadra - Aveva giocato in A e noi lo guardavamo con timore. D'accordo con Melani senza farsene accorgere controllava i nostri movimenti soprattutto quelli serali fuori dal rettangolo verde. A un certo punto decidemmo di fargli uno scherzo: Donatelli gli tagliò le punte dei calzettoni. Così quando li indossò gli arrivarono a mezza coscia tipo calzamaglia. Pensavamo che ci mangiasse e invece accettò di buon grado lo scherzo e lo vedemmo, evento assai raro, ridere di gusto. Una persona puntigliosa che fu determinante nella crescita di Dal Molin, il portiere titolare».  È senza parole anche il professor Enrico Castellacci, medico della Nazionale e in quel periodo responsabile sanitario della Lucchese: «Buso era la quint'essenza della serietà. Un'anomalia in un mondo leggero come quello del calcio. Uno che manteneva la sua posizione senza prevaricare nessuno. Forse è anche per questo che non è diventato un grande allenatore come meritava per la sua sconfinata conoscenza di calciatori, moduli e metodi di preparazione. L'ultima immagine di lui risale ai campionati europei del 2008. Nel match con la Romania salì in tribuna, inviato da Donadoni, per assistere alla partita dall'alto. Ci abbracciamo e poi si mise seduto dietro di me a prendere appunti. Una persona che poteva apparire burbera, ma che in realtà era di una dolcezza sconfinata. Un vero gentiluomo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa