Il dolore
Constantin vuol bissare il trionfo in Coppa
Nicola Nucci
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Constantin ha già vinto la Coppa Italia di Eccellenza con la maglia del Tuttocuoio Nel 2010 ci riuscì con il Tuttocuoio: «Abbiamo la forza per puntare al grande slam»
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LUCCA. La coccarda tricolore l'ha già conquistata nel 2010 col Tuttocuoio, alzando la Coppa Italia Dilettanti insieme alla vittoria dell campionato di Eccellenza. Adesso Emilian Constantin vuole riprovarci. L'Fc Lucca punta al grande slam: promozione in serie D e Coppa. Il prossimo avversario mercoledì 4 gennaio sarà il Pisa Sc che lo scorso anno ha vinto la Coppa Italia regionale fermandoi ai quarti della fase nazionale. Sarebbe straordinario se Tosto e compagni riuscissero almeno a diventare campioni regionali con la possibilità di andare a giocare fuori regione (all'inizio con formazioni emiliano-romagnole o liguri) e riportare il nome di Lucca oltre i confini toscani. Iscrivere il nome dell'Fc Lucca nell'albo d'oro sarebbe una doppia impresa per una società nata solo cinque mesi fa. Il bomber rossonero fu tra i protagonisti nella squadra di Ponte a Egola che conquistò il trofeo al Flaminio di Roma battendo la Capriatese. «Sarebbe una bella soddisfazione» dice l'attaccante di Bucarest che dovrebbe rientrare per la partita di andata del 4 gennaio contro il Pisa Sporting Club. Constantin è out dalla gara di Lammari del 20 novembre quando dovette uscire per infortunio dopo dieci minuti. Il fantasista rossonero ha finora realizzato 9 gol ed è in corsa per il titolo di capocannoniere del campionato. Il diesse Russo vuole confermarlo per la prossima stagione, per farne un punto di forza anche in serie D. Il cammino però è ancora lungo. Per arrivare a vincere la Coppa Italia "Toscana" la squadra rossonera deve eliminare il Pisa Sc in semifinale e poi la Rignanese di Bacci (il socio di Riccardo Maestrelli, interessato al club rossonero) o la Colligiana nella doppia finale di andata e ritorno. A quel punto le 19 vincenti delle fasi regionali iniziano la rincorsa alla coccarda tricolore della Coppa Italia. Un trofeo che vale come uno scudetto, visto che è l'unico che mette di fronte, a livello nazionale, formazioni partecipanti ai campionati di Eccellenza. Come se non bastasse, ad alimentare l'interesse c'è anche la promozione in D, un motivo che da solo vale lo sforzo di girare l'Italia nel tentativo di tornare a casa da campioni. Inoltre la finale (che potrebbe tornare al Flaminio di Roma, tempio del rugby), avrà un palcoscenico televisivo con la diretta su Rai Sport. 1. La Coppa Italia Dilettanti, istituita dalla LND nella stagione 1966/67, è un trofeo storico e unico. La "doblete" nella stagione passata è riuscita all'Ancona, rinato dalle ceneri del fallimento. Se i rossoneri dovessero vincere la fase regionale della Coppa poi ci sarebbero tre gironi da tre squadre e cinque accoppiamenti (con partite di andata e ritorno). I rossoneri vincendo a Massa hanno fattto un bel regalo ai propri tifosi (una trentina anche allo stadio Oliveti in una giornata lavorativa), dopo avere chiuso l'anno col primo posto in classifica con 44 punti in 17 partite e raggiunto la semifinale di Coppa Italia regionale. «Abbiamo dimostrato di essere una squadra che non teme rivali, specie in trasferta - ha commentato Fedato, autore della rete-qualificazione al 90' agli Oliveti di Massa - ora pensiamo al Pisa Sc e faremo di tutto per arrivare alla finale regionale e poi andare più lontano in questa manifestazione, senza perdere di vista il campionato, dove la promozione è alla nostra portata, ma non dobbiamo abbassare la concentrazione, perché ogni partita. Oggi il rompete le righe. La preparazione riprenderà il 27 pomeriggio. Per venerdì 30 è stata organizzata un'amichevole contro il Tuttocuoio, ex squadra di Constantin, che milita in serie D. Intanto mister Lazzini spera di recuperare qualche infortunato tra Angeli, De Vita, Melani, Constantin e Tosto.
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