Il dolore
A Ragghianti l'Oscar della lealtà
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IL PROTAGONISTA. Ragghianti (a sinistra) mentre contrasta il rossonero Morandi L'attaccante: «Certe furbate non le faccio, se avessi segnato sarei stato scorretto»
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LUCCA. Nel dicembre 2009 Gabriele Scandurra, allora il panzer della Lucchese in Seconda Divisione, a tu per tu con il portiere ospite calciò fuori la palla per consentire ai sanitari di soccorrere un avversario della Sangiustese (Arcolai) che si era fatto male da solo. Due anni dopo, sempre nel periodo natalizio e sempre al Porta Elisa, la storia si ripete. Allora i rossoneri vincevano già 1-0, stavolta il protagonista della domenica con il suo gol all'ultimo minuto poteva consentire agli ospiti - il Ghivizzano - di espugnare il Porta Elisa in una gara ufficiale di campionato. Probabilmente l'unica volta che i due club si troveranno di fronte nel corso della storia. Invece Iacopo Raggianti, 23 anni, da Quiesa di Massarosa, attaccante di belle speranze al suo primo anno in Eccellenza decide che non vale la pena segnare quella storica rete. Come Scandurra, invece di involarsi verso la porta, getta la sfera in fallo laterale. Perchè Vittorio Tosto, 37 anni e mezzo e 300 partite in A, capitano dell'Fc Lucca improvvisamente, con la palla tra i piedi, crolla a terra. Il ginocchio si gira, il dolore è lancinante. Ragghianti si ritrova la palla tra i piedi al limite dell'area di rigore. È liberissimo e può involarsi verso la porta. Invece si ferma e scaglia la sfera in fallo laterale permettendo l'intervento dei sanitari a soccorso di Tosto. Un gesto nobile che riconcilia con l'etica sportiva e soprattutto con un calcio malato che ha perso valori e identità. Per lui è normale. Tanto che a fine partita non entra nemmeno in sala stampa. E viene rintracciato qualche ora dopo al cellulare. «Ho fatto quello che mi sentivo di fare. - dice l'attaccante - Un giocatore come Tosto non avrebbe mai perduto quella palla. Così, quando ho visto che si è accasciato ed è caduto, mi è venuto naturale gettare la sfera in fallo laterale. Se il capitano rossonero fosse inciampato o se avesse perso palla in un altro modo sicuramente sarei intervenuto e avrei provato a segnato. Così no. Io certe furbate non le faccio. La partita è stata corretta e non sarebbe stato serio approfittare delle disgrazie altrui». Iacopo, che aiuta i genitori lavorando a Viareggio in un negozio di casalinghi a conduzione familiare, prima di approdare al Ghivizzano ha giocato nel Bozzano, Forte dei Marmi, Castelnuovo e Barga. Il suo gesto è stato sottolineato dall'applauso sincero e caloroso del pubblico del Porta Elisa ed elogiato da tutti i dirigenti sia del Ghivizzano che della Lucchese. «I miei amici dicono che sono un "bonaccione". - conclude l'attaccante - Odio la violenza, il razzismo e le prepotenze. Sono un ragazzo semplice, normale, come tanti. Gente che non fa notizia perchè rispetta le regole e il prossimo. Cosa mi aspetto per il futuro? Spero di dare il mio bel contributo ai successi del Ghivizzano e prendermi altre belle soddisfazioni come quella, storica, di giocare al Porta Elisa davanti alla Lucchese e portare a casa un pari». Un gesto come quello di Ragghianti va premiato. Istituzioni sportive, società civile ed enti pubblici dovrebbero ricordarsene e prenderlo come modello per le giovani generazioni. Luca Tronchetti Ugo Manzini di Luca Tronchetti FC LUCCA 7 CASAPIERI Felino. Nel primo tempo perfetta scelta di tempo nell'uscita su Pelli (38'), nella ripresa fantastico colpo di reni sul diagonale maligno di Biggi. 6 MELANI Stoico. Resta in campo nonostante un forte dolore dietro la coscia (stiramento, contrattura?). 5,5 BUCCELLATO Timoroso. La Locomotiva della Garfagnana (alias Biggi) è un gran brutto cliente e quando parte difficile fermarlo. L'attaccante gli va via in velocità lasciandolo sul posto. 6 TOSTO Iellato. Il Capitano riesce a dar ordine là dietro, ma all'ultimo minuto si fa nuovamente male: il ginocchio sinistro si gira. 5,5 MORANDI Insicuro. Spinge poco e dalla sua parte Pelli va a nozze creando numerose palle gol. Deve crescere. 6 SABATINI Reattivo. Venti minuti di gran carriera con uno splendido colpo di testa (9), il cross per la rete di Petroni e un altro assist nella ripresa. 5,5 ALIBONI Spreciso. Sbaglia lanci e appoggi. Una conclusione da 40 metri (8' st) impegna il portiere ospite. 5,5 ESPECHE Impalpabile. Al di là degli appoggi laterali non si vede quasi mai. 5,5 FEDATO Spento. Parte benino, poi scompare sino al 6' st quando mette in mezzo un cross che attraversa la porta. 6 VALLETTA Limitato. Gioca 25 minuti con le infiltrazioni dopo aver tirato la carretta. 5,5 GRANITO Surclassato. Stretto nella morsa dei difensori biancorossi non riesce ad incidere e spesso finisce in offside. 6 PETRONI Lottatore. A 17 anni e mezzo segna il suo primo gol (terzo in campionato) al Porta Elisa facendo meglio dello zio Andrea che aveva segnato a 18 anni e mezzo nel 1983. Sbaglia un gol facile facile al 17' st. 5,5 FRANCESCONI Lento. Non gli riesce la zampata. GHIVIZZANO 6,5 BIANCHI Sicuro. Due ottimi interventi su Sabatini (9' pt) e Petroni (17' st). 6,5 SCOTECE Mastino. A destra mette la museruola a Fedato. 7 DEL CARLO Implacabile. Deciso, sicuro, pronto. Granito paga dazio. Grande accelerazione al 38' pt. 7 FERRACUTI Leader. Partita perfetta. Guida i compagni con autorevolezza e segna il gol dell'ex segna esultare. 6 DAVINI Generoso. Ci mette l'anima in ogni intervento. 6 MARUCCI Deciso. Chiude e tampona all'occorrenza. 6 CECCHINI Ragioniere. Bravo a rompere il gioco e a rilanciare l'azione. 6 PESELLI Dinamico. Stantuffo a sinistra. 6 PELLI Rapido. Si fa sempre trovare smarcato, ma sbaglia due palle gol che avrebbero cambiato le sorti del match. 6,5 BIGGI Classe. La Locomotiva gioca a corrente alternata. Ma pur senza strafare colpisce una traversa e per due volte impegna Casapieri. 8 RAGGHIANTI Leale. Sempre nel vivo dell'azione, ma il suo gesto nel finale merita l'Oscar del fair play 2011.
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