Il Tirreno

Lucca

Moschetti: «Dobbiamo essere al top»

Luca Tronchetti
Paolo Moschetti (Ghivizzano)
◗
Paolo Moschetti (Ghivizzano)

Gara storica per i biancorossi a caccia di punti per confermare il terzo posto

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Potrebbe esserci la sorpresa di uno spuntino a base di prosciutto bazzone dell'antica norcineria Bellandi nella piccola saletta della tribuna coperta tra i dirigenti del Ghivizzano - nella speranza che allo stadio ci sia il presidente Elso Bellandi, 90 anni, 48 alla guida del club biancorosso, il patron più longevo del calcio italiano - e quelli dell'Fc Lucca guidati dal giovane e intraprendente Nicola Giannecchini. E di Carmelo Sgrò che ieri è andato a prendere all'aeroporto di Ciampino il cugino Francesco Azzarà appena liberato dai sequestratori in Darfur e che a metà gennaio sarà al Porta Elisa.  Il Ghivizzano che affronta la squadra rappresentativa della città in una gara di campionato e in uno stadio glorioso come il Porta Elisa è un evento storico sicuramente irripetibile. Il modo migliore per salutare il 2011.  Chi il Porta Elisa lo conosce per averci giocato una volta nella stagione 1988-89 in C1 con la maglia della Pro Livorno e il tecnico dei biancorossi Paolo Moschetti. «Perdemmo contro la corazzata di Orrico. I supporters rossoneri hanno una marcia in più. Nonostante due fallimenti sportivi in tre anni continuano ad affollare il Porta Elisa. Sono stato a Massa e lì l'ambiente è depresso. Si sentono vittime e non reagiscono». Moschetti ha già battuto i rossoneri in Coppa Italia: «Proveremo a sorprenderli ancora. - dice il trainer originario di Pietrasanta - Mi aspetto molto da Biggi che ha qualità e numeri per mettere in difficoltà i quotati avversari. Noi dobbiamo fare la partita perfetta e sperare che loro non siano al top. Comunque vada sono contento dei ragazzi. Da quando sono arrivati siamo riusciti a risalire la china e a piombare in zona playoff. Il segreto? C'era poca autostima e scarsa unione tra i reparti». I complimenti per la gestione della squadra vanno all'amico Giacomo Lazzini, suo avversario negli anni Ottanta-Novanta in C2 quando il tecnico rossonero giocava con Carrarese e Ponsacco e quello del Ghivizzano con Cuoiopelli e Pontedera: «Ci piaceva costruire il gioco. Giacomo era un gran bel giocatore ed è un ottimo allenatore. Ha fatto tanta gavetta e si merita ampiamente questo momento di gloria».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze