Il dolore
Il coach: «Abbiamo capito chi siamo»
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Coach Diamanti 2 MINUTI DI LETTURA
SCHIO. Fa scalpore quello che accade al suono della sirena. Schio - il cui pubblico si è già distinto durante la partita per cori ingiuriosi nei confronti delle ragazze di Le Mura - perde lo stile e il presidente Cestaro, vittima probabilmente della paura di essere superato da una squadra costata infinitamente meno della sua, va ad aggredire verbalmente la panchina biancorossa. Viene a contatto con un paio di giocatrici e con il tecnico Mirco Diamanti ripetendo il solito ritornello - cantato già in settimana da coach Lasi - di gioco duro da parte delle biancorosse. Devono intervenire i carabinieri per porre fine a una sceneggiata davvero indecorosa e indegna di una società campione d'Italia. Che avrà vinto la partita, ma ha perso sul piano del comportamento. «A Schio - dice la ds biancorossa Lidia Gorlin - avevano preparato questa partita agitando il fantasma del gioco duro di Lucca. Forse lo hanno fatto perchè temevano di perdere, e ci sono andati vicini, e si preparavano una giustificazione». Poi la ds si trattiene, vorrebbe aggiungere che fin quando l'arbitraggio è stato all'altezza Le Mura era in vantaggio e che poi nel finale i fischi sono cambiati, ma non lo dice. Mirco Diamanti, pur nell'amarezza della sconfitta, è prodigo di parole positive: «Abbiamo disputato una grande prestazione. Questa partita ci serviva per capire tante cose, per avere una fotografia del nostro percorso. Abbiamo guidato il match per tutto il tempo e ci è andata male solo per alcuni particolari, quel tecnico nell'ultimo quarto, due canestri che abbiamo fallito in modo incredibile da soli. Perà sono soddisfatto della prova». Lapidario il commento del dirigente Vincenzo Buchignani: «Abbiamo dimostrato di potercela giocare con chiunque fino in fondo». R.L.
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