Il Tirreno

Lucca

Il giovane esterno sinistro rossonero diventa il vero talento del campionato di Eccellenza

Fedato, gioiello dell'Fc Lucca

<b>TALENTO. </b>Francesco Fedato in azione (vip)
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TALENTO. Francesco Fedato in azione (vip)

Dalle giovanili del Venezia alla voglia di sfondare nei professionisti

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 LUCCA. Il talento c'è tutto. Movenze eleganti, giocate sopraffine per la categoria, tiri in porta senza timore e già quattro gol tra campionato e Coppa Italia. Francesco Fedato, classe'92, è uno degli under più promettenti dell'Eccellenza. Il diesse Bruno Russo lo ha prelevato dal Venezia (in D) vincendo la concorrenza di club di Lega Pro. Da promessa del club neroverde dei mitici Loik e Mazzola all'Fc Lucca. Migliore in campo nel match di coppa Italia con la Massese, il piccolo Zidane della Laguna è pronto a riprendersi una maglia da titolare come esterno sinistro di centrocampo.  L'ingaggio di Fedato si è reso indispensabile dopo il ko a Cervelli. Fedato si è presentato al Porta Elisa con una doppietta (e un eurogol) contro la Pro Livorno. «Come sono arrivato a Lucca? Luppi (ex difensore della Juve ndr), il tecnico che mi ha lanciato lo scorso anno nel Venezia dove ho fatto tutta la trafila dalle giovanili, mi ha fortemente spinto a restare per ripartire nel nuovo corso. Ma il cambio dei vertici dirigenziali ed il conseguente allontanamento del mister mi ha completamente spiazzato. Non avevo più la certezza di recitare un ruolo da protagonista e mi sono guardato intorno. Mi hanno cercato Como, Entella e diversi club di D. Poi la chiamata di Russo mi ha convinto, insieme al blasone di questa città è stato un richiamo troppo forte. E' una città a misura d'uomo e si vive bene. Adesso condivido l'appartamento con il mio compagno De Vita. Poi c'è il senso di grande "famiglia" della società». Luppi lo fa esordire in serie D e Fedato lo ripaga con un gol decisivo col Pordenone. Come tutti i calciatori di 19 anni ci sono anche limiti da superare. L'esterno veneziano deve acquistare più continuità ed umiltà. «Le prestazioni sono altalenanti, ma sono contento di quanto fatto fino ad oggi, sia a livello personale che di squadra, con il primato in classifica. Ho scelto di cambiare vita perché qui c'è un progetto che punta a tornare tra i professionisti. Voglio crescere con questa squadra e aiutarla nel tornare il prima possibile nei campionati che le competono. Il cartellino è mio, spero di essere confermato. Russo e Lazzini mi dicono che ho i mezzi per giocare al di sopra di questa categoria, ma solo l'umiltà e il lavoro possono portarmi lontano. Costantin mi dice che si rivede in me quand'era più giovane».

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