Il Tirreno

Lucca

Beba, il canestro nel Dna «Grazie a Le Mura ho ritrovato l'azzurro»

Bagnara in azione; sopra è la 3ª da sinistra in basso con l’oro ai Giochi del Mediterraneo 2009
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Bagnara in azione; sopra è la 3ª da sinistra in basso con l’oro ai Giochi del Mediterraneo 2009

La guardia a Lucca è diventata una giocatrice completa «Ho cominciato sfidando i bambini del minibasket»

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 LUCCA. E' cresciuta all'ombra di Basket City. A Monte San Pietro, la cittadina dov'è nata e dove ha cominciato a fare sport. Prima l'equitazione, i cavalli, passione della sorella Serena, che ora ha un ranch a Ferrara. Poi la ginnastica artistica. Ma la vera strada doveva ancora trovarla. Accade tutto un giorno, alla fine di una seduta di ginnastica. Mentre lascia la palestra, vede un nugolo di bambini che si mettono a giocare con la palla cercando di fare canestro. E' il minibasket.  Beba Bagnara ha 10 anni e resta folgorata. Bambina sveglia e vivace, dall'indole curiosa, decide che vuole provare anche quello sport. Le piace la competizione e non ha timore a essere l'unica femminuccia a sfidare i maschietti.  «Mi sono appassionata subito - ricorda Beba - e ho cominciato a giocare, passando nelle fila del Bologna Basket School fondato da Dario Bellandi».  Una famiglia di sportivi. La sua famiglia la sostiene e non potrebbe essere diversamente. Lo sport è nel Dna a casa Bagnara. Il padre Gianluca dopo aver fatto boxe a livello nazionale passa all'automobilismo, correndo da protagonista in Formula 3. La mamma Daniela faceva atletica leggera, il fratello Giacomo calcio e la sorella Serena equitazione, al punto da diventare campionessa italiana di salto a ostacoli.  Beba non è da meno. A 14 anni debutta in A2 con Bologna, l'anno successivo passa in A1 a Reggio Emilia e intanto si toglie grandi soddisfazioni a livello giovanile. Reggio retrocede, ma Bagnara resta in quella squadra altre due stagioni. L'allenatore è Lollo Serventi, oggi a Umbertide. Per due campionati consecutivi è la migliore realizzatrice.  L'impegno è assiduo. A scuola fino alle 13,30, dalle 14 alle 15 in palestra per attività individuale, quindi due ore di pausa utilizzate per lo studio (con i libri che si porta dietro al palasport). Alle 17 l'allenamento con la prima squadra.  Passione e sacrifici. Ci vogliono passione e sacrifici per andare avanti, la prima fa sentire meno il peso dei secondi. Bagnara arriva in Nazionale. Nel 2005 gioca l'Europeo under 20 chiuso a 18,4 punti di media, sesta marcatrice assoluta, e quello under 18. Poi subisce un grave infortunio al ginocchio durante un'amichevole ad Atene, alla vigilia degli Europei. E perde una grande opportunità.  «Un brutto colpo - racconta Beba - non è stato facile. Sono andata a Spezia, nello staff medico c'erano Carlo (Fiaschi) e Massimo (Maggiani) che mi hanno curato e mi hanno aiutato a recuperare».  Con la Nazionale si rifarà nel 2009 quando vince la medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo. A Spezia invece la guardia bolognese resta anche l'anno successivo, poi passa a Livorno e a Umbertide, dove ritrova Serventi.  «Non è stato un anno facile, non ero più la ragazzina agli inizi - dice Beba - era cresciuta, stavo cercando la mia dimensione. Non andò bene e a fine stagione c'è stata l'opportunità di venire a Lucca e sono felice di aver fatto quella scelta».  L'arrivo a Lucca. L'incontro con Diamanti, con i suoi metodi di lavoro, è importante per Bagnara. «Proprio così - svela -. A Lucca mi sono rimessa in gioco, ma all'inizio non ero tranquilla, avevo troppa fretta, volevo migliorarmi a tutti i costi. Non avevo l'idea di giocatrice totale. Mirco mi ha seguito molto e ci ho messo quasi un anno a capire quello che dovevo fare, a non essere solo specialista al tiro. Ho compreso che una giocatrice non può fare una cosa sola, ma che deve essere al servizio della squadra. Ecco perchè quest'anno sono partita con una marcia in più: mi sento migliorata, più completa, maturata come giocatrice e come persona».  Questa sicurezza, questa serenità e stabilità che Beba dice di aver raggiunto a Lucca traspare dal suo volto, dalle sue parole, dal suo modo di stare in campo e nel gruppo.  «Ci divertiamo, stiamo bene insieme, a Lucca ho trovato persone che è difficile incontrare in altre squadre. Per questo sono stata felice di restare. So di avere la fiducia del tecnico e di tutto l'ambiente».  Un futuro da mamma. Il 7 febbraio Beba compirà 25 anni, ha ancora tante stagioni davanti a sè, tante soddisfazioni da togliersi. Di quello che farà il giorno in cui smetterà di giocare ha una certezza: «Anzitutto voglio fare la mamma - dice -. Poi mi piace molto viaggiare. Ho studiato per diventare corrispondente in lingue estere e parlo inglese, francese e spagnolo. Ma mi piacerebbe anche restare nell'ambiente dello sport, come personal trainer o altro».  Intanto ha ritrovato la maglia azzurra: «Con l'ultima gestione in Nazionale non mi sono trovata bene, ma anche quella è stata una esperienza da cui imparare. Ora le cose sembrano cambiate, coach Ricchini ha chiamato tante ragazze giovani, spero in una svolta positiva».  Con Le Mura vuole arrivare più in alto possibile: «Ho fiducia nel lavoro che stiamo facendo, i risultati si vedono. C'è la consapevolezza che l'obiettivo si raggiunge solo con la forza del gruppo».  Beba Bagnara, numero 13, da Basket City. Ne sentiremo parlare ancora.

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di Redazione web