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Lucca

Lucchese in lutto, è morto Lazzotti

Luca Tronchetti
Paolo Lazzotti l’ultimo a destra con Moriconi e Campioli
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Paolo Lazzotti l’ultimo a destra con Moriconi e Campioli

Per due stagioni indossò la maglia rossonera facendo sognare una generazione di tifosi

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 LUCCA. La Lucchese è in lutto. A 70 anni se ne va in punta di piedi Paolo Lazzotti, la stella della stagione 1969-70 quella del ritorno in serie C, dell'allargamento della compagine societaria (il presidente Lino Quilici fu affiancato da Guelfo Marcucci e Daniele Moretti), dell'illusione della B con un avvio promettente e il primo posto in classifica ad inizio stagione. Un'ala di grande classe che infiammò il Porta Elisa per due stagioni (dal 1969 al 1971 con 68 presenze e 3 reti in campionato), le ultime di una grande carriera che lo vide protagonista in Coppa delle Coppe con la Fiorentina quando, stagione 1960-61, i viola dei cosiddetti «leoni di Ibrox» sconfissero in finale i Rangers Glasgow.  Era nato a Pietrasanta il 22 gennaio 1941 e dalla Versilia aveva iniziato a muovere i primi passi per poi approdare alle giovanili della Fiorentina doveva aveva debuttato in serie A non ancora ventenne. Messina, Spal, Atalanta, ma soprattutto il Foggia di Oronzo Pugliese le sue tappe tra A e B. Con i rossoneri pugliesi conquista la promozione e diventa un idolo dello Zaccheria assieme al bomber Nocera. Dribbling, corsa, inventiva, Lazzotti era il prototipo dell'ala che cerca il fondo e punta l'avversario. Quando nell'estate del 1969 il presidente Quilici annunciò il suo ingaggio il popolo rossonero scese in piazza per far festa. Un attacco stellare composto da Lazzotti, Cavallito e Volpato era davvero un lusso per la categoria. Purtroppo i sogni s'infransero presto con la dura realtà. La Lucchese dopo un buon avvio iniziò a collezionare una serie infinita di pari a reti bianche. La sconfitta con l'Ascoli fu fatale al tecnico Giuliano Tagliasacchi esonerato nel gennaio 1970 per lasciare il posto all'ex portiere dell'Inter, Giuliano Sarti. Ma il rimedio si rivelò peggiore del male. Nuovo esonero nel finale di stagione e ritorno in sella nelle ultime gare di Tagliasacchi con la Lucchese che ottenne un deludente settimo posto. Lazzotti rimase anche la stagione successiva rinunciando anche a parte degli emolumenti. La crisi economica con il mancato pagamento degli stipendi con il rischio di fallimento, poi scongiurato, dietro l'angolo impedì ai rossoneri, partiti di gran carriera (memorabile 5-0 con il Viareggio), di lottare sino alla fine con il Genoa e la Spal nonostante i molti gol realizzati e lo spettacolo offerto proprio dalle punte rossonere con Volpato, Cavallito, Pasqualini e lo stesso Lazzotti divenuti idoli della tifoseria.  Ma per Paolo Lazzotti quella è l'ultima recita. A trent'anni appende le scarpette al chiodo. Lo aspetta un posto di lavoro. Consulente finanziario per Banca Fideuram. Un ruolo che ricoprirà con passione e competenza dal dicembre 1970 al settembre 2004. Quasi 34 anni di professione: dalla gestione patrimoniale alla consulenza con continuo accesso alla formazione frequentando la Bocconi di Milano e la Luiss di Roma.  Assieme al tennis, era un'ottima racchetta, il calcio è rimasta la sua più grande passione. Dopo aver vissuto a Pietrasanta abitava con la famiglia a Firenze. L'ultima volta ad aver ricevuto l'applauso sincero dei tifosi risale al dicembre 2005 in occasione del Centenario della Lucchese. Avrebbe voluto riabbracciare i suoi compagni dell'epoca Cavallito e Volpato, ma entrambi all'ultimo tuffo non furono presenti. Quella sera si mise al tavolo con Adelindo Moriconi, Campioli, Masoni e Pasqualini e riabbracciò un vecchio amico delle giovanili della Fiorentina: Gigi Simoni, allora direttore tecnico della Lucchese.  Da qualche tempo si era diffusa la voce di un peggioramento delle sue condizioni di salute. Ieri pomeriggio la notizia del prematuro decesso.

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