La manifestazione
Mister Giuli affronta la sua squadra del cuore
◗
Il tecnico dei blues Simone Giuli abita a Capannori è tifa Lucchese Il tecnico dei versiliesi vent'anni fa in gradinata tifava per Russo e compagni
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Quando Russo giocava lui faceva il tifo in gradinata accanto al papà. Vent'anni dopo Simone Giuli - in servizio alla polizia ferroviaria di Lucca e allenatore emergente del calcio dilettantistico - si ritroverà di fronte la sua squadra del cuore. Da due mesi è il tecnico del PietrasantaMarina, una delle formazioni più giovani del girone. Ad eccezione dell'eterno Chadi (ex di turno assieme al portiere Carpita e al difensore Da San Biagio che giocò un paio di partite in D nella Sporting Lucchese) la formazione dei blues versiliesi è composta da giocatori under 26. «Oggi saremo ancora più giovani perche mi mancheranno gli esperti Antoni (squalificato) e Lombardi (infortunato) e Ianni (25 anni, ex Camaiore) non è ancora disponibile» dice il quarantunenne tecnico-poliziotto che vive a Capannori. A leggere le due formazioni non dovrebbe esserci storia visto lo strapotere dei rossoneri, autentica macchina da gol (13 reti in 4 partite di campionato). A venire in soccorso al team di Giuli è la tradizione. Da 43 anni - la prima sfida con l'allora Pietrasanta risale alla stagione 1967-68 (serie D, tecnico Ettore Mannucci) - la Lucchese non vince al comunale di Pietrasanta. I tre incontri disputati nell'impianto versiliese sono terminati tutti in parità: 2-2 nella stagione 1967-68 (reti rossonere di Gelli e Benigni), 0-0 l'anno successivo (quello della promozione in C) e 2-2 (gol di Lupi e Sacchi) nel campionato di C2 1979-80. E il derby si disputerà proprio al Comunale che ospiterà per la prima volta in questa stagione Chadi e compagni visto che le prime due partite sono state giocate in campo neutro per una squalifica risalente alla passata stagione. Ma Simone Giuli (ex Tau Calcio, Pesciauzzanese e Querceta) non è tipo da attaccarsi alla cabala. Sa bene che il Lucca Fc è di un altro pianeta, ma non per questo snaturerà il suo modulo di gioco: 4-4-2. «Se firmerei per conquistare un punto? - dice il giovane trainer, ex terzino di scarso livello - Lo dico senza presunzione: un pari equivale a una sconfitta evitata o a una vittoria sfumata. Si va in campo sempre per ottenere il massimo attraverso il gioco e senza fare barricate. Se poi non ci si riesce strappare comunque un punto alla capolista sarebbe un risultato di grandissimo prestigioso anche perchè sono certo che per i rossoneri questa stagione in Eccellenza sarà soltanto di passaggio». L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
