La manifestazione
Da tifosi a soci fondatori del Lucca Fc: Micheloni, De Luca, Gonzadi e Giannecchini tra ricordi e speranze
I moschettieri della rinascita
Nicola Nucci
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Gonzadi Giannecchini De Luca Micheloni e Nannini Nati in curva ed ex raccattapalle oggi sono al timone della squadra del cuore
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LUCCA. Cinque soci uniti da una grande passione. Tutti sotto una stessa bandiera: quella del Lucca Football Club 2011. Per rilanciare il calcio rossonero che ha rischiato di sparire dopo la fine della Lucchese Libertas. Il "padre fondatore" Bruno Russo li ha chiamati un venerdì mattina quasi alle luci dell'alba. Uno dopo l'altro hanno aderito al progetto triennale di rifondazione rossonera che, per grandi linee, è stato presentato ieri mattina al Comune. Nicola Giannecchini, Nicola De Luca, Moreno Micheloni, Marco Gonzadi, Laura Nannini formano la compagine societaria che ha sborsato 100mila euro per iscrivere la squadra all'Eccellenza e vuole riportare in alto i colori rossoneri. Dopo poco più meno di due mesi dall'inizio dell'avventura si godono il primato (dopo tre giornate) e il record di abbonamenti per la categoria (quota 400). Ora si auspicano un sostegno economico da parte della città che a cuore le sorti della Pantera rossonera. Eccoli i soci fondatori. NATO AL PORTA ELISA. Nove giorni prima di nascere era già un tifoso della Lucchese. Al Porta Elisa in pancia della mamma. Moreno Micheloni, 51 anni, ex ultrà, è il veterano del gruppo dei giovani imprenditori-tifosi. Anche se il fisico è quello di un ragazzino. Con la sua inseparabile sciarpa legata ai pantaloni segue le partite in panchina come dirigente accompagnatore. Lucchese purosangue, lavora nel settore cartario (la Luccacarta di Porcari), ma vive a Pistoia. «Per amore di mia moglie e del calcio: la incontrai allo stadio nel 1981, ad una partita della Pistoiese in A. Ma con la Lucchese ci sono praticamente nato: nove giorni prima di nascere ero in pancia di mamma al Porta Elisa». Quel cordone ombellicale non si è mai spezzato. «Neppure dopo due fallimenti in tre anni. Mi piace rammentare il fatto che mio figlio Francesco ha ancora attaccato in camera un vecchio calzettone rosso-nero di Bruno Russo». Eppoi si dice il destino. «Il ricordo più vivo? Quella magica punizione di Tano Salvi contro l'Alessandria che spalancò le porte della C1. Aneddoti e ricordi ce ne sarebbero tanti: dalla mitica trasferta di Ferrara del 1978 alla serie B dopo quasi 40 anni. Le prime partite nel'64 e ricordo a menadito la formazione del'68/'69 che vinse a Livorno lo spareggio per la C con la Sarzanese di Orrico. Ero seduto su una federa con due strisce rosso-nere». PAPA' CALCIATORE. Presidente pro-tempore e trait d'union con gli sponsor. Ha convinto la ditta Dac ed ora ha in ponte altri contatti importanti. A fari spenti. Ma per la Lucchese si esalta. È Nicola De Luca, 41 anni, fan dei Pink Floyd, imprenditore tuttofare: dal catering all'immobiliare. E soprattutto figlio di un ex calciatore rossonero: Antonio De Luca, classe 1946, 36 partite in C nella stagione 1971-72 con Castelletti allenatore con diverse stagioni tra B e C nella Casertana. «La mia prima partita? - dice Nicola De Luca - Contro lo Spezia (2-0) nel'72. Mio padre giocava nella Lucchese. Avevo 2 anni. Per assistere ad un derby Lucchese-Livorno mi feci espellere, nella squadretta in cui giocavo, la gara precedente alla sfida. Bruno Russo è stato uno dei miei idoli, insieme a Salvi e Paci». Per lui l'iscrizione del Lucca Fc è stata una missione. «La passione e l'amore per la mia città. Se ho accettato è perché credo a questo progetto, esclusivamente calcistico, basato su un valido settore giovanile e una società che sia espressione di tutte le componenti cittadine. Il calcio come una passione e non strumento per secondi fini, seppure leciti. Se riusciremo a far capire all'intera città questo nostro messaggio, il calcio a Lucca non scomparirà di nuovo. Il sogno? Poter di nuovo, attraverso il nostro settore giovanile, vedere ragazzi di Lucca giocare in serie A e rivedere lo stadio Porta Elisa strapieno come quando si andava in curva due ore prima». L'AMICO DI FRANCESCONI. È stato compagno di squadra di Alberto Francesconi ai tempi dell'Aquila S. Anna e adesso lo ritrova alle sue dipendenze. Marco Gonzadi, 41 anni, opera nel settore dolciario. Anche lui un curvaiolo come Micheloni e De Luca. Dopo l'Aquila ha giocato con Farneta, S.Lorenzo e Chiesina Uzzanese (I categoria). Carattere solare ed entusiasmo travolgente. «Sin da piccolo ho frequentato il Porta Elisa come raccattapalle e poi in curva Ovest. Gli anni più belli quelli dell'Omone e del compianto magazziniere Michi. Quando Russo, un uomo vero, mi ha descritto il progetto sportivo non ho esitato. Gli stimoli sono fortissimi e c'e la metteremo tutta per non deludere i tifosi». Laura Nannini, del noto marchio lucchese caffé Bei&Nannini, è la quota rosa della società. Da sempre tifosa rossonera. IL PATRON DIPLOMATICO «Volare basso». Diplomazia quando serve, decisionismo all'occorrenza. Venerdì il futuro presidente Nicola Giannecchini, 41 anni, che si sta sempre più appassionando alla causa rossonera e al progetto sportivo che ha sposato un mese e mezzo fa, si recherà dal commercialista per definire lo statuto della nuova società che rappresenterà Lucca calcistica. E il 30 settembre verranno esperite le formalità necessarie per la nascita del nuovo club. Giannecchini era stato il primo imprenditore lucchese ad aderire all'operazione-salvataggio di Giuliani e all'iniziativa di Maestrelli. Dietro al suo aplomb britannico c'è una passione sincera. Allo stadio, a parte gli anni d'oro, si era visto poche volte. Ora quando parla di FC Lucca gli si illuminano gli occhi. «Il debutto a Porcari resterà tra i più bei ricordi». Titolare della Viping e della Del Monte ed ex presidente dei Giovani Imprenditori, dopo il passaggio da associazione dilettantistica a Srl assumerà la presidenza. «Con Russo e i soci è nato qualcosa di importante e trasparente. Ora la città ci deve seguire: siamo la squadra di Lucca. Il primato? Bello, ma dobbiamo volare basso».
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