Il Tirreno

Lucca

Da Micchi a Mattiello nel segno del Valdottavo

Michele Citarella
Federico Mattiello
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Federico Mattiello

Dal 1970 il vivaio sforna giovani calciatori che poi finiscono in nazionale e nei professionisti

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 LUCCA. La recente convocazione di Niccolò Fazzi e Federico Mattiello nella Nazionale under 17 rappresenta un record per un piccolo comune come Borgo a Mozzano e in modo particolare per il club che li ha formati: il Valdottavo. Ma per la società la convocazione negli azzurri di Zoratto dei centrocampisti Mattiello e Fazzi rappresenta la ciliegina sulla torta di un'attività che dura dal 1970.  Memoria storica del club è Fulvio Bertagna, ultimo socio fondatore ancora in vita. Dal 1997 il presidente è Giovanni Risoli, in precedenza osservatore e dirigente della Lucchese durante la presidenza Biagini. Il massimo dirigente del Valdottavo parla del lavoro fatto in tanti anni e dei giocatori usciti dal campo Parisotto di Valdottavo: «Abbiamo diversi ragazzi che sono usciti dalle nostre squadre giovanili per passare al professionismo».  Tra questi meritano una citazione Emanuele Venturelli, 39 anni, ex Castelnuovo, Triestina, Arezzo, Catanzaro con due promozioni nella Lucchese (dalla D alla Prima Divisione), attuale tecnico del Ghivizzano, l'ex portiere gialloblù tra i professionisti Massimiliano Franchi ed il centravanti Edoardo Micchi, 39 anni, autentico totem e tutt'ora bandiera del Castelnuovo (ha militato in C anche nel Rimini e nella Carrarese). Da ricordare Antoni, classe 1982 (figlio di Ivano, tecnico delle giovanili del Barga) e buon trequartista e il centravanti Mario Basili, che dal Valdottavo passò alla Lucchese dove rimase sino agli allievi per poi diventare un bomber dei campionati dilettantistici: dal Pieve Fosciana al Borgo a Mozzano (Eccellenza) dall'Unione'98 al Pontedelgiglio S. Alessio.  Nel corso degli anni, la società si è ingrandita. Oltre al campo principale "Parisotto" ci sono terreni anche a Diecimo e Borgo a Mozzano.  Per l'ambiente la doppia convocazione in nazionale di Fazzi e Mattiello è stato motivo d'orgoglio: «Una soddisfazione per tutto il settore giovanile. Li avevo visti in una partita a Napoli con Fazzi all'ala destra e da quel momento mi sono convinto che avrebbero fatto molta strada. I miei ricordi? I genitori di Mattiello non erano convinti che Federico diventasse un calciatore: erano combattuti tra il pallone e il tennis e propendevano per quest'ultimo sport. Decidemmo insieme che il bimbo praticasse entrambi gli sport per poi scegliere da solo la sua strada. Alla fine ha vinto il calcio. È passato nel settore giovanile della Lucchese e dopo un anno e mezzo alla Juventus. Fazzi? Era un calciatore prodigioso. Già a sei anni giocava con quelli più grandi. Faceva il trequartista, ora utilizza la sua intelligenza e la sua tecnica per giocare davanti alla difesa. Adesso l'augurio del Valdottavo è di vederli assieme anche nella nazionale maggiore».

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