Sicurezza
La nuova vita di Donati
Michele Citarella
Il mediano del Lammari debutta in Eccellenza un anno dopo il grave incidente sul lavoro
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LAMMARI. Al di là dei risultati sportivi il Lammari ha già ottenuto un traguardo importante. Vedere nuovamente in campo Luca Donati è sicuramente una vittoria significativa soprattutto dal punto di vista umano. Il calcio ha fatto ritrovare il sorriso a questo ragazzo che ha seriamente rischiato di dover smettere a 20 anni per un incidente sul lavoro. Donati, classe 1989, è cresciuto nel San Filippo dove ha giocato sia come attaccante esterno sia come centrocampista centrale ruolo in cui si è confermato nel Lammari. Stefano Fracassi lo osservò con la squadra Juniores e lo volle con sé in Prima Categoria come giovane fuoriquota. Con il tecnico-finanziere due promozioni consecutive e l'approdo al campionato di Eccellenza, storico traguardo per la società del Lammari. Nella scorsa stagione Donati non ha collezionato nemmeno una presenza. Ha esordito in Eccellenza lo scorso 14 settembre nel match di Coppa Italia contro il Ghivizzano. Quella promozione festeggiata sul campo ha rischiato di vanificarla a causa di quell'infortunio sul lavoro del 26 agosto 2010. Lo scoppio di una cisterna gli procurò ferite e ustioni per tutto il corpo. Ha vissuto i periodi del ricovero a Pisa con un lento recupero e un graduale ritorno alla vita normale con l'incognita sul possibile ritorno o meno al calcio giocato. Ad un anno dall'incidente i medici hanno dato l'okay. Dalla gara di Coppa Italia per Donati è iniziata una nuova vita. E i venti minuti finali giocati contro l'Urbino Taccola alla terza di campionato, durante una fase delicata del match, sono ulteriore conferma che la maglia da titolare è pronta per essere indossata. Tra qualche mese anche le fasciature di protezione alle braccia non saranno necessarie. Luca Donati è un ragazzo di poche parole: un cenno di intesa e un sorriso che fa brillare i suoi occhi azzurri rappresentano per il modo migliore per esprimere una gioia incontenibile e la sua gratitudine a una società come il Lammari 1986 che per molti assomiglia a una grande famiglia.
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