Trasporti
Grinta e bel gioco per riconquistare i tifosi
◗
Mister Lazzini e sotto lattaccante Francesconi: il Lucca Fc riparte anche da loro Lazzini: «Saranno 32 gare difficili, tutti ci attenderanno col fucile puntato»
4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. È un fautore del bel calcio Giacomo Lazzini, nuovo allenatore del Lucca Fc. Anche se è consapevole che in Eccellenza ci sarà da masticare duro e molti campi spelacchiati non consentiranno di esprimere il gioco spettacolare che ha marchiato a fuoco le sue squadre. «Da calciatore ero un fantasista, la mia Lucchese sarà un mix di qualità e carattere. Contro di noi, specie le altre squadre lucchesi, vorranno fare la partita della vita. Non ci poniamo traguardi, ma voglio far divertire una tifoseria delusa e amareggiata». Lazzini, che tra i suoi maestri ha avuto anche Corrado Orrico, ha firmato per un anno. Ai tifosi sarà presentato domani o lunedì, quando i primi volti nuovi della squadra rossonera si ritroveranno all'Acquedotto per iniziare la preparazione pre-campionato. Persona di grande umanità, disponibile con tutti, nonostante la giovane età vanta già una grande esperienza da allenatore. È un tecnico, come si dice, di categoria. Il suo capolavoro al Rosignano Solvay dove centra due promozioni consecutive valorizzando la crescita di giovani molto interessanti e ad un passo dai playoff in un girone di ferro (storica vittoria all'Arena col Pisa). Una vita dedicata al pallone. A 16 anni, finite le scuole, è andato via di casa per seguire l'istinto del calciatore. Gli inizi nelle giovanili del Modena, poi la promozione in C1 a Carrara con l'Omone di Volpara, la B a Messina. Poi in panchina: Castelfranco di Sotto (tre campionati di Eccellenza), Rosignano (fino alla D) e nella stagione passata l'infelice esperienza alla Sarzanese nel Cnd. Lucca è una grande occasione di riscatto? «Questa è una piazza blasonata a cui non potevo dire no. Mi sento un po' lucchese e sono orgoglioso di guidare la principale squadra della città, anche se è oggi è caduta in Eccellenza. Partiamo ta mille difficoltà, siamo un cantiera aperto, ma sono convinto che possiamo fare bene. L'aspetto più difficile sarà calarsi nella mentalità del campionato. Saranno 32 battaglie. Ma c'è voglia di voltare pagina e anch'io voglio iniziare un capitolo nuovo. Dopo tre stagioni positive, la Sarzanese è stata una scelta sbagliata. Avevo richieste importanti: Carpi, Carrarese e Borgo a Buggiano. Ma volevo avvicinarmi a Carrara, per stare vicino alla mia compagna che era incinta. La mia famiglia però da 45 anni fa vive tra Porcari e Capannori. Mio padre, che non c'è più, era rappresentante della Butangas, mio madre vive a Porcari e mio fratello a Capannori. Io abito a Carrara con la mia compagna e mia figlia Alice di quasi un anno. Prima di allenare ho lavorato come rappresentante in una ditta lucchese di cartellonistica. Ora il calcio è la mia professione». Quali sono gli obiettivi? «Russo mi ha spiegato la filosofia della società. Non avremo un grande budget e prima di tutto c'è da costruire una base societaria. Dovremo indovinare le scelte. Sappiamo però che Lucca non può fare un campionato anonimo. Il pubblico lucchese è di palato fine, abituato bene dagli anni di B e C1». Qual è la sua idea di squadra? «La mia Lucchese dovrà avere qualità, personalità e spessore caratteriale. Siamo consci che saremo attesi al varco, specie dalle altre squadre cittadine. Vorrei partire da un'ossatura di 6-7 elementi di esperienza intorno a cui inserire i giovani. Tre under 20 devono essere titolari per regolamento, ma non condivido la regola del 1994: di punto in bianco passano da un campionato Allievi a confrontarsi con giocatori esperti. Comunque i giovani, quando bravi, devono essere valorizzati». Che allenatore è Lazzini? «Le mie squadre sono propositive, cercano la vittoria attraverso il bel gioco, anche se in Eccellenza ci sono campi disastrosi, come ad esempio Albinia. Lo schema? A Rosignano giocavo col 4-3-3, ma anche il 4-2-3-1. Sia chiaro: non sono un integralista. Prima il materiale umano e poi i numeri». Quali allenatori l'hanno influenzata? «Orrico negli anni Ottanta era all'avanguardia, poi ho avuto Lippi e Simoni. Sono rimasto legato a Savoldi nella Carrarese. Una persona splendida». Conosce i nuovi acquisti? «Tosto se sta bene non si discute, Napolioni ha vinto lo scorso anno a Ghivizzano, Aliboni l'ho avuto qualche gara a Sarzana ed è un difensore eclettico. Se chiederò qualche mio pupillo? Purtroppo si sono già sistemati». A bocce ferme quale sono le favorite del girone? «Massese e Pisa Sc, anche se potrebbe essere penalizzato. E poi qualche sorpresa, come il Ghivizzano». Nicola Nucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
