Il Tirreno

Lucca

Lucchese, tentativo estremo di convincere l’ex presidente a ripensarci: contatti con un altro finanziatore

Favilla non convince Maestrelli

Ilaria Bonuccelli
Favilla non convince Maestrelli

L'imprenditore si ritira, ma il sindaco continua a cercargli un socio

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LUCCA. Fumata nera per la Lucchese. Di nuovo. Egiziano Maestrelli conferma al sindaco la volontà di ritirarsi dal salvataggio della Lucchese. E ora al Comune restano solo due possibilità per vincere la gara contro il tempo e iscrivere la squadra alla serie D o all'Eccellenza: trovare un socio locale che convinca Maestrelli a ripensarci o vagliare proposte (poco attendibili, pare) arrivate da altre cordate.  La situazione è quasi disperata ma, almeno ufficialmente, Mauro Favilla non si vole dare per vinto. Sia oggi che domani proverà a convincere un imprenditore lucchese, un suo contatto personale, ad affiancarsi a Maestrelli in questo salvataggio della Lucchese. Se anche questa possibilità, però, dovesse saltare allora l'amministrazione sarebbe disposta a vagliare anche altre proposte, arrivate da altre cordate e società che appaiono, al momento, meno credibili di quella avanzata da Egiziano Maestrelli. «Come ho già detto due giorni fa in assemblea - conferma il sindaco - è necessario che ci siano imprenditori lucchesi interessati a investire nella squadra. Credo che a Maestrelli potrebbe anche bastare un socio ufficiale unico, magari che rappresenti più imprenditori. È evidente che il partner di Maestrelli non possa essere un'associazione creata da sportivi e tifosi e non solo per una questione strettamente economica. L'imprenditore vuole avere la garanzia di lasciare la Lucchese in mani solide, nel caso in cui nel giro di due o tre anni decidesse di lasciare il mondo del calcio». Ieri, però, Favilla non è statoin grado di fare un nome a Maestrelli. Tenterà di trovarlo nelle prossime 48 ore, in modo che lunedì ci sia una proposta concreta sulla quale lavorare. Anche perché la scadenza ultima per l'iscrizione alla D (ma anche all'Eccellenza) è fissata per martedì alle 19. Se il sindaco, però, trovasse un imprenditore disposto a dividere il peso, cercherebbe di convincere Maestrelli a ripensarci. Anche perché - si legge in una nota ufficiale del Comune - nell'incontro di ieri pomeriggio la famiglia «ha teso a evidenziare quali fossero i reali ostacoli al progetto che mirava ad una rifondazione della Lucchese. Non si è trattato dell'impossibilità di trovare imprenditori che affiancassero la famiglia nell'acquisto delle quote societarie, ma semmai di trovare imprenditori davvero interessati alla gestione della vita della squadra, che potessero anche assicurare quindi una certa continuità al progetto, qualora in futuro l'impegno dei Maestrelli potesse venir meno». Di conseguenza, anche la possibilità dell'azionariato diffuso o della gestione di parcheggi a pagamento come contropartita «non sono apparse soddisfacenti. I rappresentanti della famiglia Maestrelli hanno chiarito che non si poneva tanto un problema di "capitali", quanto piuttosto di continuità societaria. Quello che è venuto a mancare è stato proprio che la città potesse esprimere altri imprenditori interessati a sostenere il futuro calcistico della città». Ma Maestrelli ha anche evidenziato la mancanza di tempo che oggi appare «fortemente insufficiente per riuscire a trovare nuovi imprenditori e concordare con loro le azioni da compiere per istituire la società e iscriverla al campionato». Del resto, il Comune non avrebbe intenzione di iscriverla all'Eccellenza come fece invece tre anni fa per il Castelnuovo l'allora sindaco Bonaldi. Trovando sponsor per effettuare l'affiliazione in soprannumero e ricoprendo il ruolo di presidente pro tempore in attesa di cedere le quote a uno o più imprenditori come accadde meno di tre mesi dopo con la nomina di Giulio Fiori. Per Favilla non dovrebbe essere complicato avere uno sponsor (c'era già la Gesam) e trovare 100mila euro per coprire le spese d'iscrizione per mantenere perlomeno la massima categoria regionale in attesa di tempi migliori.

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