Proteste
Lucchese, contatti con Catelli
Nicola Nucci
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Bruno Russo porta avanti le trattative Due componenti della famiglia furono rossoneri di serie A
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LUCCA. Un altro piccolo passo avanti. La famiglia Catelli, proprietari del bar-ricevitoria a S. Vito, sta valutando la possibilità di acquisire una quota (il 5%) del 40% della nuova Lucchese rivolto agli investitori locali, con il 60% nelle mani della famiglia Maestrelli. Del resto questa famiglia di commercianti è legata a doppio filo alla Pantera, con Lido e Lelio Catelli che hanno militato nella Lucchese in serie A. Onorati della proposta di contribuire alla rinascita rossonera, nelle prossime ore scioglieranno la riserva. Se l'instancabile Bruno Russo incasserà un altro sì i soci ufficiali salirebbero a due, arrivando al 10%, dopo l'adesione di Nicola Gianecchini. Intanto Riccardo Maestrelli, promotore del progetto di rilancio del calcio a Lucca, oggi dovrebbe essere in città per in contrarsi con le istituzioni e magari parlare di persona con qualche imprenditore contattato da Russo. Nessun ripensamento invece da parte dell'ex patron Giuliano Giuliani, cercato dal presidente della Provincia, Stefano Baccelli. Giuliani e la Cipriano Costruzioni si sono fatte da parte, ma serebbero pronti a dare una mano come sponsor. Non si perde d'animo Bruno Russo che, su incarico della famiglia Maestrelli, continua a sondare il terreno nel tentativo di scuotere la tradizionale apatia del mondo imprenditoriale lucchese. Convinto della bontà del progetto, il cui obiettivo, al di là della categoria, è quello di non far morire il calcio a Lucca e gettare le basi per una pronta risalita nel calcio che conta, facendo della Lucchese un modello di sana gestione e calcio pulito. La ruspa. Russo, che si è incontrato con Maestrelli junior, si sta muovendo a tutto campo. Contattati anche gli imprenditori che avevano aderito al piano di salvataggio per iscrivere la Lucchese e nelle prossime ore lo farà con alcuni sponsor della vecchia Sporting Lucchese. «Ho parlato con tanta gente, di vari settori, spiegando il progetto della famiglia Maestrelli, che basterebbe a tranquillizare e a dare fiducia agli eventuali interessati - dice la bandiera rossonera -. Alcune di queste persone hanno preso tempo. La missione non è impossibile ed andremo avanti per trovare 4-5 imprenditori che affianchino i Maestrelli che sono pronti ad accollarsi il 60% delle quote della futura società. Abbiamo tempo fino al 3 agosto, quando si riunirà il consiglio Figc, ma spero che prima di domenica arrivino risposte concrete per far partire l'iter dell'iscrizione con la garanzia del sindaco e il contributo di 300mila euro». Dalle parole di Riccardo Maestrelli il progetto andrebbe avanti anche se sfumasse l'obiettivo della D, ripartendo dall'Eccellenza. Prospettiva che non piace ai tifosi. «Innanzitutto vogliamo far ripartire il calcio rossonero con la famiglia Maestrelli. L'obiettivo è la D e fino a quando ci saranno i tempi tecnici ci proveremo. Altrimenti penseremo ad altre soluzioni per non stare un anno senza calcio». I tifosi, in trepidante attesa, si domandano come è possibile che una città facoltosa e neppure piccola come Lucca, con un passato calcistico prestigioso, capace di sfiorare due volte la A, proprio con Maestrelli e Pino Vitale al timone, non riesca ad esprimere imprenditori disposti ad affiancare un progetto serio per far ripartire la squadra simbolo della città.
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