La manifestazione
Maestrelli, un segnale dalla città
Luca Tronchetti
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Egiziano Maestrelli in una foto di alcuni anni fa con Enrico Castellacci (vip) Russo ha trovato il primo socio e stamani incontra amministratori e bancari
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LUCCA. Un programma triennale capace di riportare il calcio professionistico a Lucca e che punta decisamente sul rilancio del settore giovanile. Con l'intento di vincere subito il campionato di serie D per poi affrontare l'ultimo torneo di Seconda Divisione prima della riforma dei campionati (prevista nella stagione 2013-2014) senza fare follie e allestendo una squadra capace di piazzarsi in una posizione utile per consentirle l'ammissione nel girone di centro della serie C a sessanta squadre. È partita l'«operazione speranza» con il ritorno della famiglia Maestrelli - in questo caso l'imprenditore Riccardo, il figlio maggiore di Egiziano - sulla tolda di comando a patto che nella costituenda società vi sia almeno il 40% di capitale lucchese. Una condizione senza la quale Maestrelli non verserà il suo 60% facendo sfumare il sogno della tifoseria e rendendo vana la «missione» di cui i «padri nobili» Pino Vitale e Enrico Castellacci hanno investito Bruno Russo, protagonista di tante battaglie con la maglia rossonera. La «Ruspa» (il soprannome con cui Orrico aveva ribattezzato l'infaticabile calciatore) ieri era già sveglio di primo mattino. Nell'insolita veste dirigenziale - lui che è abituato al lavoro sul campo, all'insegnamento e all'educazione al calcio - ricoperta per espressa volontà della famiglia Maestrelli, ha iniziato a contattare imprenditori e amministratori per cercare di stringere accordi in modo da raggiungere entro la fine della settimana l'agognato traguardo del 40% delle quote suddiviso tra almeno 4 industriali locali (ma potrebbero essere anche 8-10). Al momento avrebbe già aderito all'ambizioso progetto il presidente dei giovani industriali, Nicola Giannecchini, titolare della Viping, davvero un appassionato autentico dei colori rossoneri che non ha paura, come invece troppi imprenditori locali, ad esporsi e a unirsi a un progetto sportivo che parte su basi solide. Ma contatti sono stati presi anche con imprenditori edili e del settore cartario e cartotecnico. Stamani è previsto anche un incontro con il sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, e un appuntamento è stato chiesto al primo cittadino di Porcari, Alberto Baccini, e al mondo bancario (Cassa di Risparmio, Banca del Monte). Mentre il canale con l'assessore allo sport, Lido Moschini, resta aperto quotidianamente. È una lotta contro il tempo perchè tra 9 giorni dev'essere pronto un progetto di massima e perdere l'occasione della serie D sarebbe un'onta per tutti: dal mondo politico - che perde credibilità giorno dopo giorno e che forse, salvo rare eccezioni, è disinteressato alle sorti della squadra di calcio cittadina - a quello dell'imprenditoria locale che avrebbe l'opportunità di riscattarsi senza svenarsi ben sapendo che al vertice del club ci sono personaggi di sicura affidabilità patrimoniale e che conoscono bene il mondo del calcio. «Sarà una Lucchese con tanti ex rossoneri» si lascia sfuggire al telefono Bruno Russo che sa di giocarsi una partita importante per il suo futuro. Targati Lucchese saranno il tecnico (Francesco Monaco?), i suoi collaboratori, il responsabile del settore giovanile (il più accreditato resta Gianfranco Luporini) e probabilmente anche qualche calciatore che scenderà in campo. Senza dimenticare che in D servono quattro under titolari (due nati nel 1992, uno nel 1991 e uno nel 1993) capaci di fare la differenza.
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