Sicurezza
Lucchese, partiti i primi decreti ingiuntivi
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Lavvocato Giannecchini professionista della Nice e Pino Bulleri amministratore unico della Lucchese Libertas che dovrebbe essere messa in liquidazione (vip) Depositate in tribunale le istanze di alcuni fornitori della vecchia società
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LUCCA. Perchè la Nice srl ha fissato la prossima assemblea dei soci il 27 luglio, ultimo giorno utile al sindaco per presentare la richiesta di ammissione in soprannumero alla serie D della costituenda società rossonera? Non era più logico sancire la fine della Lucchese nella riunione dell'altro giorno? Soprattutto perchè Rangoni e soci per portare avanti la squadra in qualsiasi categoria devono pagare gli emolumenti arretrati ai calciatori della passata stagione (230mila euro per tre mensilità arretrate, 250mila euro entro il 30 settembre per i mesi di maggio e giugno) e far fronte - stando al contratto stipulato con la Valore - al pagamento del mutuo (di cui l'80% di 456mila euro come rate scadute e con la Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno pronta a far partire le procedure per il decreto ingiuntivo) sui terreni di San Donato. Qual è il senso di questo prolungato ritardo? Perchè Montali e soci non hanno già staccato la spina? È notizia di queste ore che almeno un paio di fornitori dell'As Lucchese Libertas attraverso i loro legali hanno depositato nella cancelleria del tribunale un decreto ingiuntivo per cercare di ottenere le spettanze (poco più di 20mila euro). E altri li seguiranno di lì a poco. Un dubbio, che sorge spontaneo, è legato alla concessione del Porta Elisa. Che, ad oggi, è dell'As Lucchese Libertas 1905. Mettendo subito in liquidazione il club la Nice dava dimostrazione di disinteresse per lo stadio. La cui revoca della concessione con l'utilizzo della struttura da parte della costituenda società sarebbe stata automatica.
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