La manifestazione
La Nice molla ma Giuliani non ha soldi
Nicola Nucci
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Giuliani esce dal Comune; Bulleri e Gianfranceschi attorniati dai tifosi della Lucchese (Vip) Lucchese appesa a un filo, a vuoto il tentativo del patron di trovare soci
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LUCCA. Anche l'ennesimo tentativo di Giuliano Giuliani di trovare nuovi soci è andato a vuoto. La Lucchese ha un piede in Eccellenza. Non siamo all'atto di resa, ma l'ex patron ammette che la situazione è drammatica. Troppi 460 mila euro, più la fidejussione (600 mila), per l'iscrizione della squadra, entro domani o il 12 in caso di ricorso. Provato e commosso, Giuliani è circondato da una trentina di tifosi alle 19.45 quando esce da Palazzo Orsetti. E' appena finito il summit iniziato alle 18 tra il titolare della Cipriano Costruzioni (socio di minoranza al 20%), l'avvocato Marco Gianfranceschi, portavoce della Nice srl, l'amministratore rossonero Pino Bulleri (da oggi dimissionario), con il sindaco Mauro Favilla e l'assessore allo sport Lido Moschini a cercare di sbrogliare l'intricata matassa. Assente invece la Valore. Ma anche il tavolo di mediazione non ha portato ad una soluzione definitiva per salvare la Lucchese. Non basta che la cordata ligure, proprietaria dell'80%, abbia ufficialmente deciso di mollare. «Siamo pronti a regalare le quote ed andare via, ma ora tocca a Giuliani verificare se è possibile fare un'offerta», dice Gianfranceschi. Bulleri si lascia solo sfuggire un «ancora la situazione è aperta». Sommersi dagli insulti di un gruppo di supporters rossoneri. Ma l'ex presidente rossonero ha detto chiaro e tondo che non se la sente di rilevare l'80% delle quote. «Un impegno troppo grande, io posso fare la mia parte con il 20%, ma non di più». Attacca la Valore («perchè non si è presentata?») e bacchetta il sindaco Favilla («le sue dichiarazioni sullo stadio hanno scoraggiato i possibili investitori»). L'attesa svolta non c'è stata. Dopo una giornata lunga, calda, carica di tensione. Delusi, amareggiati, sconcertati i tifosi rossoneri. Che forse si aspettavamo parole diverse. Adesso Giuliani deve decidere se iscrivere, da solo, la squadra, accollandosi inizialmente i debiti (460 mila euro per pagare stipendi e contributi arretrati) per poi programmare una stagione di minima con una squadra tutta di giovani per accedere ai contributi federali, cedendo i giocatori con ingaggi più alti. «Mi prenderò un giorno di riflessione». Mentre oggi nell'assemblea dei soci l'amministratore Bulleri (e i sindaci revisori?) darà le dimissioni. L'unica speranza è l'azione portata avanti dal direttore sportivo Paolo Giovannini. Il diesse avrebbe già una lettera scritta della Juventus, firmata dal diesse Marotta, per farsi anticipare soldi in cambio della valorizzazione di alcuni giovani del vivaio bianconero. Dall'altra parta la banca di Lajatico (Pisa) sarebbe disposto ad anticipare del capitale e alcuni personaggi, anche nel mondo del calcio, disponibili ad aiutare la Lucchese per reperire le risorse per completare l'iscrizione. A questo punto entro il 12 presentando ricorso alla Covisoc che domani inserirà la Lucchese tra le società escluse dalla Prima Divisione per inadempienza. Perché sarebbe assurdo se la Lucchese dovesse sprofondare in Eccellenza o fallire per 460 mila euro che se venissero trovati consentirebbero di entrare in possesso dei 500 mila euro di crediti vantati in Lega Pro. I tifosi non ci stanno. Non vogliono veder morire la gloriosa Pantera rossonera. Sono pronti ad iniziative popolari e collette per rastrellare i soldi da consegnare a Giuliani. Domande che aleggiano tra i tifosi inferociti che dopo una giornata infuocata in attesa di capire le intenzioni della Nice e l'esito dell'incontro tra Giuliani e imprenditori. Alle 17.57 una trentina gli indomiti tifosi fuori da Palazzo Orsetti aveva accolto la cordata genovese con una bordata di insulti Dopo quasi due ore esce Giuliani. «L'incontro è andato male, speravo di arrivare qui con un acquirente. A questo punto devo riflettere sul da farsi. La Nice ha manifestato la disponibilità a fare un passo indietro, ma la Valore non era presente ed è un segnale. Perché è fallita la trattativa? I possibili soci mi hanno presentato i giornali in cui si diceva che il sindaco avrebbe fatto una gara e lì il discorso si è chiuso. Cosa potrà fare Favilla? Se non ha trovato imprenditori nei mesi scorsi, difficile ci riesca in due giorni». Volto scuro anche quello dell'assessore Lido Moschini. «Gli attuali proprietari hanno tirato i remi in barca. A che prezzo? Non ne abbiamo parlato, ma resta il fatto che c'è da capire se ci sarà un compratore. La situazione è molto complicata». Ora siamo alla stretta finale. Ci sono due soluzioni: o Giuliani si prende sulle spalle la situazione facendo appello ad imprenditori lucchesi e della provincia (con il piano di Giovannini), oppure il destino per i colori rossoneri è segnato. Lucca rischia un secondo crac a distanza di tre anni. Non iscriversi non solo sarebbe uno smacco per la città e il Comune, ma anche per il fatto che la Lucchese perderebbe una categoria (la C1) faticosamente riconquistata dopo due promozioni consecutive che avevano riacceso l'entusiasmo, senza contare che sarebbe fondamentale essere al via in Lega Pro 1 proprio nella stagione della riforma dei gironi, con 76 squadre anziché 90.
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