Il Tirreno

Lucca

Valore fa retromarcia e cerca di annullare il contratto con la Nice

Nicola Nucci
Giuliano Giuliani e Giovanni Valentini (Vip)
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Giuliano Giuliani e Giovanni Valentini (Vip)

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 LUCCA. Tre giorni per salvare la Lucchese ed evitare che sprofondi nei Dilettanti. Il futuro è appeso ad un filo sottile, al tentativo di Giuliani, sostenuto dai tifosi. Ieri l'ex patron rossonero ha incontrato i rappresentati della Valore per convincerli a recedere dal contratto stipulato con la cordata ligure e cedere (gratis) l'80% delle quote alla Cipriano che insieme ad altri imprenditori, provvederà a saldare tutti i debiti ed iscrivere la squadra al campionato di Prima Divisione entro il 7 (o 12 in caso di ricorso dopo la bocciatura della Covisoc).  Ma la condizione imprescindibile posta dai possibili nuovi soci è l'uscita di scena della Nice. Che per ora sembra voler rimanere aggrappata ad una Lucchese alla deriva malgrado il dissenso della tifoseria e della città.  Forse Gallo e soci intendono chiedere una buonauscita? «Se chiederanno soldi per uscire la trattativa è già finita in partenza», ha sbottato Giuliani. Che non molla. Anche se la missione è in salita. C'è tempo fino a mercoledì per una soluzione. Altrimenti c'è la messa in liquidazione (o il fallimento) con la conseguente cancellazione della Lucchese dal calcio professionistico. Per la seconda volta negli ultimi tre anni.  Tre mosse. La prossima settimana sarà decisiva: dentro o fuori. Il primo passaggio cruciale è il disimpegno della Nice e la recessione del contratto con la Valore. Fra lunedì e martedì appuntamento dal notaio per il trasferimento delle quote ad una cordata con capofila Giuliani e un gruppo di imprenditori (del Nord?), interessati alla Lucchese, con la conferma del diesse Paolo Giovannini. Accordo entro mercoledì quando è prevista l'assemblea dei soci con all'ordine del giorno le dimissioni dell'amministratore unico Bulleri e l'analisi della situazione economico-fiinanziaria (2 milioni di debiti). Nel frattempo dovranno essere racimolati 460mila euro per saldare le pendenze. Per la fidejussione da 600mila, con le garanzie di Giuliani, non ci dovrebbero essere problemi. E i tifosi sono comunque pronti a fare la loro parte costituendo un comitato per raccogliere fondi a sostegno della causa. In sostanza la Valore cederebbe al socio di minoranza il pacchetto di maggioranza senza chiedere nessun compenso, mentre Giuliani (e gli altri soci) subentrando si accollerebbe tutti i debiti. In totale un esborso di circa 1,6 milioni. In ogni caso la Lucchese partirà con un pesanta handicap, da -6 a -7 punti in classifica.  Via libera della Valore. Ieri mattina a Prato Giuliano Giuliani e il suo commercialista Paolinelli hanno incontrato Marco Valentini (che ha chiarito di non aver mai detto che l'assegno dato dalla Nice e sequestrato dai carabinieri è scoperto) e il dottor Bardazzi, nuovo amministratore della Valore spa. L'immobiliare pratese è intenzionata a riprendersi le quote cedute alla Nice srl e dare via libera a Giuliani.  Nel pomeriggio lo stesso Bardazzi ha preso contatti con l'avvocato Gianfranceschi e l'amministratore unico Bulleri per capire le loro mosse.  «La Valore ha ammesso di aver sbagliato - dice Giuliani - ora però lore deve riprendersi le quote e annullare il contratto con la Nice. Il secondo passaggio sarà subentrare, insieme ad altre persone serie con cui mi sono visto, nelle quote Valore. Bulleri? Non è lui il problema e credo darà le dimissioni. Anche la tifoseria deve farsi sentire con una grande mobilitazione».

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