La manifestazione
Oggi lincontro tra gli ex soci per capire se la Pantera potrà ancora calcare i campi della Prima Divisione
Giuliani-Valentini, ore decisive
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Giovanni Valentini e Giuliano Giuliani L'ex patron gioca l'ultima carta per impedire la fine del club
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LUCCA. Oggi sapremo quale futuro attende la Lucchese. Dal contatto tra l'ex presidente Giuliano Giuliani e l'architetto Giovanni Valentini si capiranno meglio gli scenari anche perchè dalle indagini della magistratura - dopo il sequestro dei carabinieri dell'assegno di 240mila euro intestato alla Nice - potrebbe emergere che il passaggio dell'80% delle quote dai pratesi ai genovesi in realtà non si è materializzato e che la vendita sia annullabile o inefficace e quindi di fatto sia ancora l'immobiliare pratese a detenere la maggioranza del pacchetto azionario. In quel caso «Giulianone» chiederà alla Valore spa, alle prese con problemi giudiziari, economici e finanziari, di fare un passo indietro: lasciare campo libero sulla Lucchese alla Cipriano Costruzioni che provvederà a pagare stipendi e i contributi arretrati (460mila euro) e a cambiare la fideiussione in Lega. Sul mutuo acceso alla Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, che minaccia l'ingiunzione di pagamento per un importo di 456mila euro relativo al mancato pagamento di due rate (dicembre e giugno) l'ex patron è disponibile ad anticipare 300mila (la sua quota totale, resteranno da pagare altre due rate da 250mila euro ciascuna) a patto che Valentini dica cosa vuol fare dei terreni e s'impegni a venderli o a pagare la sua quota parte. Certo è che se quei 70mila metri quadrati in località San Donato ricadenti in zona agricola non fossero stati contabilizzati nel bilancio dell'As Lucchese Libertas, la situazione sarebbe stata più chiara e soprattutto più facile da risolvere. Ma all'epoca c'era la convinzione che lì potesse sorgere un impianto fotovoltaico da 2500 kwp che aveva avuto parere positivo dell'Enel, ma che è stato bloccato in considerazione delle incertezze a livello nazionale sull'energia alternativa. Se l'architetto Valentini darà il via libera a Giuliani «senza nulla a pretendere» l'operazione salvataggio si metterà in moto. Ma se la Valore chiederà anche un euro di buonuscita o se ne laverà le mani sostenendo che le quote sono passate alla Nice srl e sono loro a poter decidere di venderle alla cifra che ritengono opportuna allora la Lucchese può dire addio al professionismo. Il motivo? Semplice. Mercoledì è prevista un'assemblea dei soci dove all'ordine del giorno ci sono le dimissioni dell'amministratore unico Giuseppe Bulleri e la situazione economico-patrimoniale della società. Che è, allo stato, disperata. Con i sindaci revisori dimissionari che in caso di fallimento rischiano l'azione di responsabilità, l'amministratore unico se non vuol finire nei guai ha un'unica strada: la messa in liquidazione del club. Si portano i libri contabili in tribunale, vengono nominati i liquidatori per capire se, attraverso un piano di rientro è possibile pagare i creditori (calciatori, fornitori, ecc) e se non è possibile si va al fallimento. La fine di 106 anni di storia. Il marchio però resta al Comune, regalato nell'aprile 2009 da Giuliano Giuliani. Il versamento di 32mila euro garantito dagli assegni circolari di Gabriele Giuliani aiutato da trenta veri amici della Lucchese (il numero è destinato a salire) ha riacceso la fiammella della speranza per la Pantera. Ma i prossimi cinque giorni saranno decisivi per adempiere ai rilevanti obblighi economici e permettere l'iscrizione al campionato.
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