Il Tirreno

Lucca

L'iscrizione pagata da Gabriele Giuliani

Luca Tronchetti

Lucchese salva (per ora) in extremis, la Nice non ha trovato nemmeno 32mila euro

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 LUCCA. La Nice non trova neanche 32mila euro per pagare la tassa d'iscrizione alla Lega Pro. Tanto che a tenere in vita la speranza di partecipare al prossimo campionato di Prima Divisione pur partendo da -6 (come annunciato due giorni fa da «Il Tirreno» visto che la cordata ligure non ha pagato i contributi arretrati, ndr) sono un gruppo di appassionati con in testa l'accompagnatore ufficiale Gabriele Giuliani. I venti «amici veri» della Lucchese - sicuri del bluff della Nice - hanno consegnato al segretario Nicola Benedetti e al team manager Paolino Gianni due assegni circolari (9mila euro come tassa, 23mila come garanzia) che prima delle 18 sono stati depositati nella sede della Lega Pro a Firenze. Soldi che consentono alla vecchia Pantera di restare viva almeno sino alle 19 del 7 luglio quando serviranno 460mila euro (tra stipendi e contributi arretrati) e la fideiussione di 600mila euro per mantenere la categoria. Poi ci sarà tempo il 12 luglio di fare ricorso alla commissione competente: il 18 riunione del consiglio federale per stilare l'elenco delle formazioni partecipanti al prossimo campionato di Lega Pro 1 e 2.  I LIGURI SE NE VADANO. A questo punto se la cordata ligure ha un minimo di senso di responsabilità dovrebbe fare un passo indietro e tornarsene nel golfo del Tigullio. Mentre l'amministratore unico Giuseppe Bulleri ha come unica strada da percorrere quella delle dimissioni. Se c'è un 1% di possibilità di salvare la Lucchese dall'Eccellenza o da un anno sabbatico l'unica speranza si chiama Giuliano Giuliani. I tifosi e la città debbono aggrapparsi alla sua grande passione. Lui, con l'aiuto di qualche imprenditore e del ds Paolo Giovannini, proverà nei prossimi 4-5 giorni a compiere il «miracolo» e tenere in vita una società agonizzante. Un'impresa titanica, possibile soltanto se la Nice tornerà da dove è venuta. Tra l'altro dalla sede della Lucchese è partito un fax per la convocazione dell'assemblea dei soci urgente (mercoledì 6 luglio) con all'ordine del giorno l'analisi della situazione finanziaria e le dimissioni dell'amministratore unico: l'anticamera della messa in liquidazione della società. In una parola la fine del calcio a Lucca.  PAROLE, PAROLE, PAROLE  Parafrasando la celebre canzone portata al successo da Mina la cordata genovese non ha tirato fuori un euro e ha lanciato solo proclami. Dall'ingaggio del tecnico Ventura (che guadagna oltre 300mila euro netti all'anno e non scende certo in Lega Pro) al ritiro fissato a Bormio (Alta Valtellina), dalla conferma del bomber Marotta con uno stipendio di 150mila euro all'anno al prestito di importanti giocatori del Milan sino allo sbarco imminente del petroliere albanese Taci che doveva venire in città.  «Più è grande la bugia più la gente la crederà» una citazione di Joseph Goebbels (ministro della propaganda di Hitler) che non passa mai di moda soprattutto dalle nostre parti dove il caso Fouzi Hadj sembra già dimenticato nonostante siano passati soltanto tre anni. Evidentemente c'è poco esercizio di memoria da queste parti.  Comunque, per la cronaca, ieri l'avvocato Gianfranceschi ha bussato inutilmente alla porta della Cariparma, del Banco di Lucca e della Cassa di Risparmio. A nulla è valsa la mediazione dell'avvocato Domenico Petrocelli. Senza lilleri non si lallera e senza garanzie difficile ottenere soldi veri. Alla fine uno storico tifoso - Quinto Bianchini - all'uscita dalla sede di viale San Concordio (oggi è scaduto l'affitto) ha avuto parole di fuoco nei confronti di Gianfranceschi e Bulleri. Segno che ormai la misura è colma.

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